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Il processo

I SETTE PELI DEL GIUDIZIO La mossa in aula per salvare Bossetti

Massimo Bossetti

Il futuro di Massimo Bossetti dipende dal dna. Su questa prova scientifica si giocherà tutto il processo. E in aula è partita la sfida dei genetisti. La difesa del muratore di Mapello, riporta il Giorno, ha mandato in aula i genetisti forensi Sarah Gino e Marzio Capra, nel tentativo di smontare la validità della prova che l'accusa ritiene regina. 

Si tratta di tre minuscole macchioline, forse di sangue, trovate sulla parte posteriore degli slip di Yara quando il corpo venne rinvenuto fra le sterpaglie del campo di Chignolo d' Isola. Un reperto classificato come 31G20 e battezzato Ignoto 1 finché non si è poi risaliti al padre biologico: Giuseppe Benedetto Guerinoni, padre biologico di Bossetti.

Il consulente dalla difesa Marzio Capra, inoltre, a proposito del Dna nucleare che è stato attribuito a Bossetti, ha sottolineato che si tratta di "un pezzo di Dna e non di una traccia forense" e ha anche fatto notare ci sono state delle "anomalie" durante l'indagine scientifica. Per esempio, riporta l'Eco di Bergamo, gli 11 dna scoperti sui resti della ragazzina: quelli di 7 peli che non appartengono a Bossetti, i due trovati su un guanto, quello dell'insegnante di ginnastica sul giubbotto e un dna mitocondriale che non è stato possibile affermare a chi appartenga nella traccia mista al centro del dibattito. Questi punti secondo Capra non sono stati approfonditi abbastanza.

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