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Lo studente ucciso

Come ce lo hanno ammazzato. La fine barbarica di Giulio: i dettagli

Giulio Regeni

Minuto dopo minuto, emergono inquietanti dettagli sulla morte di Giulio Regeni, lo studente dell'universitòà di Cambridge trovato morto al Cairo: il ragazzo è morto lentamente, è stata una fine atroce. Il procuratore egiziano, Ahmed Nagi, che conduce l’inchiesta, ha parlato all’Associated Press di bruciature di sigaretta, segni di tortura e ferite da coltello. Circostanze che erano state anticipate dal quotidiano Al Watan, secondo cui era stato ritrovato "totalmente nudo, con tracce di tortura e ferite su tutto il corpo nella zona di Hazem Hassan". Nonostante tutto ciò, la notizia dei segni di tortura viene smentita dal direttore dell'Amministrazione generale delle indagini di Giza, il generale Khaled Shalabi, che sostiene invece l'ipotesi dell'incidente stradale: "Il movente criminale - ha dichiarato - è da escludere. Le prime indagini evidenziano che è stato vittima di un incidente d'auto".

In questo contesto, su indicazione del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, il segretario generale della Farnesina Michele Valensise ha convocato giovedì mattina con urgenza l’ambasciatore dell’Egitto Amr Mostafa Kamal Helmy "per esprimere lo sconcerto del Governo italiano per la tragica morte del giovane Giulio Regeni al Cairo". Le versioni contrastanti fornite dal governo locale non aiutano certo a svelenire il clima. Inoltre, la Farnesina ha chiesto "alle autorità egiziane il massimo impegno per l’accertamento della verità e dello svolgimento dei fatti, anche con l’avvio immediato di un’indagine congiunta con la partecipazione di esperti italiani". L’ambasciatore ha espresso, a nome del suo Paese, profondo cordoglio per la morte del ragazzo. Nonostante ciò, Federica Guidi, ministro per lo Sviluppo economico, ha annullato la missione in corso al Cairo, che si sarebbe dovuta concludere il 4 febbraio.

Il corpo di Regeni, ora, è sottoposto ad autopsia, per individuare le cause del decesso. Giulio era sparito improvvisamente alle otto di sera di lunedì 25 gennaio, nel quartiere di Dokki. In Egitto non si trattava di un giorno qualunque, visto che ricorreva il quinto anniversario della Rivoluzione che depose l’allora presidente Hosni Mubarak, aprendo la strada alla conquista del potere da parte dei Fratelli Musulmani, poi messi fuorilegge dal governo dei militari di al Sisi dopo un anno e mezzo. Il ragazzo, che non era un attivista, non si era però unito alle manifestazioni di quei giorni: era lì per studiare e per completare la sua tesi di Economia. Nel giorno della scomparsa stava andando a trovare degli amici per un compleanno e si stava spostando a piedi tra il quartiere di El Dokki, sulla sponda sinistra del Nilo, e il centro che è su quella destra, diretto dalla stazione della metropolitana di Bohoot a quella di Bab Al Louq, circa 5 km in linea d’aria più a ovest, nei pressi di piazza Tahrir.

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Commenti all'articolo

  • nocomment

    04 Febbraio 2016 - 14:02

    Loro popolo di bastardi e infami, noi popolo di pecoroni assuefatti dall'apatia e dai nostri politicanti che ci stanno annientando.

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  • burago426

    04 Febbraio 2016 - 14:02

    anch'io ho avuto un grosso incidente stradale, macchine distrutte, ma di tagli e bruciature niente di niente. Solo contusioni.

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  • frabelli

    04 Febbraio 2016 - 14:02

    Una domanda, forse un po' stupida: ma cosaci era andato a fare in questo periodo in Egitto?

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