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La relazione sulla sicurezza

Terrore sull'Italia. "Siamo i più esposti. 007: il dossier da paura

Terrore sull'Italia.

Nell'anno del Giubileo della misericordia voluto da Papa Francesco cresce in Italia l'allarme per possibili attacchi terroristici di matrice islamica. A riportare il fenomeno al centro del dibattito politico è l'ultima relazione sulla sicurezza dell'intelligence italiana che scrive a Camera e Senato come: "L'Italia appare più esposta" al rischio di attacchi terroristici perché ritenuta: "target potenzialmente privilegiato sotto un profilo politico e simbolico-religioso, anche in relazione alla congiuntura del Giubileo straordinario". Secondo il rapporto degli 007, il territorio italiano è diventato: "terreno di coltura di nuove generazioni di aspiranti mujahidin, che vivono nel mito del ritorno al Califfato e che, aderendo alla campagna offensiva promossa da Daesh, potrebbe decidere di agire entro i nostri confini". Nel documento dell’Intelligence, di oltre 130 pagine, si legge inoltre, come vadano: "valutati con estrema attenzione i crescenti segnali di consenso verso l’ideologia jihadista emersi nei circuiti radicali on-line, frequentati da soggetti residenti in Italia o italofoni".

I profili - Gli aspiranti combattenti in nome dell'Islam hanno un profilo sociale ben definito secondo gli agenti italiani: "si tratta di individui anche molto giovani, generalmente privi di uno specifico background, permeabili ad opinioni di cordata o all'influenza di figure carismatiche e resi più recettivi al credo jihadista da crisi identitarie, condizioni di emarginazione e visioni paranoiche delle regole sociali, talora frutto della frequentazione di ambienti della microdelinquenza, dello spaccio e delle carceri". Con questo tipo di soggetti coinvolti, secondo l'intelligence italiana è altissimo il rischio che l'Italia possa rientrare negli obiettivi dei terroristi: "La minaccia che può concretizzarsi per mano di un novero diversificato di attori - scrivono nella relazione - rende il rischio zero oggettivamente impossibile"

Il reclutamento - Le indagini degli 007 italiani si sono svolte in particolar modo sul web, monitorando forum di ritrovo degli aspiranti jihadisti e profili sui social network veri e propri canali di propaganda islamista. Un lavoro che ha chiarito come: "A fronte della vitalità dimostrata da Daesh nel cyberspazio per tutto quello che attiene al piano propagandistico, è opinione concorde che la formazione, e più in generale, il terrorismo jihadista nella fase attuale non abbia la capacità di sferrare attacchi di portata rilevante nell’ambiente digitale, ma è possibile che nel tempo tale capacità possa essere acquisita e sfruttata".

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Commenti all'articolo

  • marari

    02 Marzo 2016 - 14:02

    Lo sanno tutti che il rischio è altissimo perché quelli che ci governano sono andati a prenderli con le navi della marina, li hanno lasciati liberi di gironzolare su tutto il territorio a compiere le peggiori nefandezze, ma dicendoci che era tutto sotto controllo. Poi si possono aggiungere quelli giunti con le loro famiglie e mai integrati, i quali ci amano così tanto che desiderano annientarci.

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  • gescon

    02 Marzo 2016 - 14:02

    Ma alfy non ha detto che dobbiamo stare sereni ? A no. Lo slogan era di un altro coglione. Almeno così avevano scritto sulle loro magliette

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  • zefleone

    02 Marzo 2016 - 14:02

    signori la responsabilità è semplicemente di un gran coglione: Alfano meschino traditore totalmente incapace fallito.

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    • GiuseppeGiù

      12 Marzo 2016 - 10:10

      Con il falso e ipocrita buonismo della sinistra italiana sarà sempre così è poi gli italioti che hanno votata il venditore di pentole (solo alle primarie del pd) hanno anche il coraggio di lamentarsi

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