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La rivolta dentro Rcs

Corriere della Sera, la letterina al veleno contro John Elkann

Corriere della Sera, la letterina al veleno contro John Elkann

"Non sono sempre i migliori quelli che se ne vanno". Inizia così, con un commiato velenoso, il comunicato sindacale dei giornalisti del Corriere della Sera a John Elkann. Gli Agnelli e Fca hanno appena annunciato il loro disimpegno da Rcs Mediagroup, subito dopo aver di fatto venduto La Stampa al diretto rivale del Corsera, l'ingegnere De Benedetti, e in Rcs non l'hanno affatto presa bene. "È paradossale il riferimento al senso di responsabilità sbandierato da Fca che si vanta di aver salvato in tre diverse occasioni il gruppo Rcs assicurando risorse finanziarie necessarie".

Elkann e Scott Jovane nel mirino - Il riferimento è ovviamente ai disastri finanziari che hanno colpito il Corriere in questi ultimi anni, in cui il gruppo torinese è stato l'azionista principale imponendo, parola del CdR, "scelte industriali disastrose. Come gli investimenti in Spagna, che ancora pesano in maniera decisiva sui conti del gruppo, e con un supporto finanziario del tutto inadeguato". "La società - continua il comunicato - invece di essere ricapitalizzata è stata spolpata con la dismissione degli immobili, compresa la sede storica di Via Solferino, e svuotata delle partecipazioni più rilevanti, come Rcs Libri". Tutte operazioni, si sottolinea, condotte dall'amministratore delegato Pietro Scott Jovane, "uomo Fiat" scelto e imposto da Elkann.

Quel riferimento a Marchionne - "Finita la stagione dei dividendi, lo sfascio finanziario è compiuto", attaccano i giornalisti, che poi lanciano l'ultimo velenoso attacco: ora che il Corriere ha lanciato una nuova strategia editoriale, basata "unicamente sullo sforzo della redazione", "la famiglia Agnelli saluta e se ne va a rafforzare il principale concorrente del Corriere della Sera. Bel modo di fare. Come se la squadra degli ingegneri di una scuderia di Formula 1 alla vigilia della prima gara di campionato passasse con le idee e i progetti elaborati alla guida del team rivale", e anche qui il paragone con il mondo Ferrari e di Sergio Marchionne suona come la malizia definitiva.

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Commenti all'articolo

  • adalberto49

    04 Marzo 2016 - 11:11

    il sangue non è acqua

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  • Happy1937

    04 Marzo 2016 - 10:10

    Buon sangue non mente! La distruzione della Rizzoli è cominciata ben prima dell'arrivo del nipotino.

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  • corrgio

    04 Marzo 2016 - 10:10

    Ma cosa ci si aspettava dagli eredi di Giovanni Agnelli se non esattamente questo ? Non sono stati forse educati e cresciuti nel motto di famiglia "privatizzare gli utili, statalizzare le perdite", così perfettamente applicato a partire dalla 1ª Guerra Mondiale, passando alla 2ª e finendo con la Repubblica Italiana ? E, quando l'osso è stato tutto spolpato, chiudere baracca e burattini in Italia e trasferirsi all'estero ?

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