Cerca

Il rogo di Primavalle

La famiglia Mattei risarcita dopo quasi mezzo secolo

La famiglia Mattei risarcita dopo quasi mezzo secolo

La giustizia, quella con la G maiuscola che emette sentenze in nome del Popolo italiano, ha completato il suo lavoro. La Famiglia Mattei sarà risarcita con quasi 900 mila euro per il rogo di Primavalle in cui persero la vita Stefano e Virgilio, rispettivamente di 8 e 22 anni. Una sentenza amara, anche se formalmente ineccepibile, dato che quanto stabilito dal Tribunale di Roma prevede che Antonella Mattei dovrà pagare le spese processuali a dieci persone coinvolte a vario titolo (dal reato di strage a banda armata, fino a favoreggiamento), ritenuti estranei dal giudice civile. «Un provvedimento pilatesco», sottolinea l' avvocato Marco Brannetti, legale dalla famiglia Mattei, «in questo modo i vecchi faldoni restano negli armadi della Procura». La giustizia con la G maiuscola ha le sue regole, e da quelle non si può prescindere, anche se il verdetto arriva con colpevole ritardo e chiari tentativi di evitare il finale. Oltre ai numerosi rinvii per i motivi più assurdi, i sei faldoni della causa civile intentata dai Mattei nei confronti degli autori della strage di Primavalle sono stati rubati ben due volte dagli uffici del Tribunale. Un caso?

Forse. O Forse no. La sinistra ha rimosso quegli anni, autoassolvendosi, sostenendo che furono atti «figli del clima politico». La destra, invece, ricorda. Tiene viva la memoria, non rimuove. «La notte vado a letto, ma non dormo. Riposo», dice Antonella Mattei, sorella di Stefano e Virgilio, «mi chiedo come facciano a dormire sonni tranquilli coloro che hanno commesso quel crimine. E come facciano a vivere una vita normale. La mia, la nostra, da quel giorno non è mai stata normale». Quarantatre anni sono passati da quella notte. Tanti per vita normale. Nulla per Antonella.

La notte del 16 aprile del 1973 un «commando» di Potere Operaio diede fuoco alla casa di Mario Mattei, segretario della locale sezione del Movimento Sociale Italiano. Una volta vuotata la tanica di benzina sotto la porta, le fiamme devastarono l' abitazione al cui interno rimasero intrappolati Stefano e Virgilio.

Antonella e Giampaolo, di 9 e 3 anni, riuscirono a scappare dalla porta principale. Le altre due sorelle, Lucia e Silvia, riuscirono miracolosamente a salvarsi gettandosi dal terzo piano.

«Ho proseguito questa battaglia nel nome dei miei fratelli, ma anche di nostra madre Anna che ha perso la vita tre anni fa», dice Antonella Mattei. Dietro di lei il figlio, che ogni anno va «a trovare gli zii», quando i giovani di Roma Nord commemorano la strage.
La giustizia degli uomini che non archivia. I responsabili di quella orrenda strage sono stati condannati a 18 anni in nome del Popolo italiano, ma non hanno mai fatto un giorno di carcere.

La pena è caduta in prescrizione nel 2005 quando Lollo, Grillo e Clavo, scarcerati al termine del processo, erano al sicuro all' estero. Perché queste sono le regole della giustizia con la G maiuscola che emette sentenze in nome del Popolo italiano.

di Enrico Paoli

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Ben Frank

    Ben Frank

    06 Marzo 2016 - 00:12

    Ma se poi Matteo Salvini dice (giustamente) che la giustizia italiana fà schifo, arrivano denunce e gli sfaticati tigati si stracciano le vesti.

    Report

    Rispondi

  • gianni_miotto

    05 Marzo 2016 - 17:05

    Ricordi brutti, il prodotto dell'ideologia comunista: l'Odio.

    Report

    Rispondi

  • lepanto1571

    05 Marzo 2016 - 17:05

    Viva i giudici italiani; competenti, veloci, assidui lavoratori, imparziali, apolitici.

    Report

    Rispondi

blog