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Fisco, martello e scalpello

Così Equitalia entrerà nelle vostre cassette di sicurezza in banca

Così Equitalia entrerà nelle vostre cassette di sicurezza in banca

L'idea gira da oltre due anni, ma si è concretizzata soltanto ora. Dai prossimi giorni infatti Equitalia partirà con una nuova strategia: dopo aver ottenuto l’ok di un giudice potrà forzare le cassette di sicurezza dei debitori dello Stato per pignorarne il contenuto.

Una macchina burocratica complessa basata su una strategia che al suo culmine si concentrerà su due attrezzi tutt'altro che innovativi e tecnologici: scalpello e martello. Infatti, il dipendente di Equitalia si presenterà in banca dopo aver preso appuntamento con il funzionario dell’istituto e, alla presenza di un agente di pubblica sicurezza, darà la luce verde al fabbro, al quale toccherà forzare il piccolo caveau.

Ciò che verrà trovato all'interno potrà essere pignorato o, nel caso di gioielli e altri averi, essere messo all’asta. Nel caso, invece, Equitalia trovi oggetti frutto di reato o addirittura armi, a quel punto dovrà affidare il tutto al poliziotto presente. Nel caso in cui dentro la cassetta ci siano solo ragnatele, l’ente di riscossione avrà fatto un buco nell’acqua e mobilitato tre persone per almeno due ore e una quarta, il fabbro, a cui verrà pagata una fattura che in genere si aggira sui 200 euro. Dentro Equitalia c'è infatti chi è perplesso nei confronti della nuova strategia perché rischia di portare più costi che risultati.

C’è da pensare che chi è pieno di debiti con il Fisco e lo Stato forse nel frattempo sia adoperato in tutti i modi, tanto da svuotare lo svuotabile. Anche perché - come previsto dalle nuove leggi e norme che si sono susseguite a partire dal 2013 - sia la riscossione che l’Agenzia hanno accesso a tutti i canali informativi. Dall’anagrafe tributaria fino all'anagrafe dei rapporti finanziari. E solo in fondo alla catena dei controlli ci sono le cassette di sicurezza. Non a caso nell'iter del pignoramento si parte, in prima istanza, dai beni immobiliari o mobiliari nella diretta disponibilità del debitore. Se non si ottiene nulla si passa ai beni presso terzi. Ossia il quinto dello stipendio o della pensione oppure i crediti che il debitore vanta verso altri soggetti. Infine, si arriva a bussare in banca. Conto corrente, deposito titoli. E dulcis in fundo i caveau.

Indipendentemente da come andrà a fine la nuova missione di Equitalia, i furbetti sono ormai sempre più alle strette. L’altro lato della medaglia - e riguardo lo Stato - sembra prendere però un altro nome: ovvero, raschiare il barile. Infatti è ormai pubblico che l’Ente negli ultimi 15 anni ha maturato una percentuale di recupero del carico totale lordo che si aggira intorno al 5%.

A riferirlo, ai primi di febbraio, è stato l’amministratore delegato, Ernesto Maria Ruffini, in audizione davanti alle commissione Finanze del Senato. «Il 20,5% è stato annullato dagli stessi creditori», ha spiegato Ruffini, e «dei restanti 841 miliardi di euro, oltre un terzo sono difficilmente recuperabili». Infatti 138 miliardi di euro sono dovuti da soggetti falliti, 78 miliardi di euro da persone decedute e imprese cessate, 92 miliardi da nullatenenti in base ai dati dell'Anagrafe tributaria. E per altri 28 miliardi di euro «la riscossione è sospesa, sempre per forme di autotutela o sentenze». Numeri e percentuali che hanno già riempito le cronache dei giornali nazionali. Anche per il fatto che «mancano», ha spiegato Ruffini, «506 miliardi di euro, di cui oltre il 60% corrisponde a posizioni per cui si sono tentate invano azioni esecutive. Al netto di altri 25 miliardi di rate per riscossioni dilazionate e di 81 miliardi di riscosso, il magazzino residuo si riduce a 85 miliardi di euro, di cui 34 miliardi non sono lavorabili per norme a favore dei contribuenti». Come l’impignorabilità della prima casa. Insomma, vediamo se martello e scalpello porteranno più fortuna allo Stato in una caccia ai furbetti che molto spesso bada più alla forma che alle reali possibilità di incasso e dunque di vittoria.

di Claudio Antonelli

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Commenti all'articolo

  • massimo1954

    08 Marzo 2016 - 11:11

    Non ho nulla da nascondere al fisco.Se questo:ma ne dubito per la mole di dati da controllare,servirà a stanare i nullatenenti che vivono alla nostra spalle sfruttando i servizi pubblici pagati con le nostre tasse,mi stà bene !

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  • milibe

    07 Marzo 2016 - 10:10

    abolire equitalia è un carrozzone che costa troppo e rende ben poco

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  • routier

    07 Marzo 2016 - 08:08

    Mi pare la sagra del dilettante. Equitalia chiude la stalla quando i buoi sono scappati. (e non è la prima volta)

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  • infobbdream@gmail.com

    infobbdream

    06 Marzo 2016 - 20:08

    ma.., io ho la cassetta della frutta, mi portano via anche quella?

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