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Terremoto nella giustizia

In galera: la Tangentopoli dei giudici. Chi salvavano incassando mazzette

In galera: la Tangentopoli dei giudici. Chi salvavano incassando mazzette

Giudici e funzionari della giustizia tributaria intascavano tangenti per accomodare le sentenze della Commissione tributaria di Roma. La Guardia di Finanza ha arrestato tredici persone che avevano messo in piedi un sistema in grado di garantire pieno successo ai ricorsi presentati dagli avvocati contro gli accertamenti del Fisco, anche nei casi più improbabili. Dieci degli arrestati sono finiti in carcere, tre di questi sono giudici non togati, altri tre invece sono ai domiciliari. I giudici finiti in cella sono Luigi De Gregori, che già nel 2013 è stato condannato a 4 anni e 4 mesi di reclusione per fatti identici a quelli contestati oggi con i nuovi provvedimenti, Onofrio D'Onghia Di Paola e Salvatore Castello. Sono finiti in carcere anche l'avvocato Giuseppe Natola, i commercialisti Rossella Paoletti e Salvatore Buellis, gli ex dipendenti di Agenzia delle Entrate Daniele Campanile e Sandro Magistri, il funzionario dell’Erario Tommaso Foggetti e il finanziere Franco Iannella. Ai domiciliari invece sono finiti i commercialisti David De Paolis e Aldo Boccanera nonché Alberto Bossi, dipendente della commissione tributaria regionale di Roma.

Le indagini - L’inchiesta è cominciata nel 2011 quando un commercialista al quale il giudice De Gregori aveva chiesto 15mila euro per mandare a buon fine un ricorso presentò la denuncia. Le accuse contestate nell’ordinanza vanno dall’associazione per delinquere che però non riguarda De Gregori alla concussione e alla corruzione. Secondo le accuse della Procura di Roma, l'organizzazione usava lo studio della commercialista Rossella Paoletti come base operativa, dove venivano depositati i ricorsi diretti alle commissioni tributarie per ottenere i benefici richiesti. A fare il lavoro del giudice D'Onghia erano gli stessi avvocati che presentavano i ricorsi, scrivendo per lui le sentenze di accoglimento e gli sgravi relativi alle cartelle esattoriali.

L'attore - In tutto le persone indagate sono 22, con capi d'accusa a vario titolo che vanno dall'associazione per delinquere, fino alla corruzione e alla concussione. Tra gli indagati c'è anche l'attore Massimo Giuliani, che avrebbe versato 65mila euro perché in grado di appello davanti alla commissione regionale venisse respinto un ricorso presentato dall’Agenzia delle Entrate riguardante una sentenza favorevole a Giuliani e riguardante vari accertamenti tributari per un ammontare di tre milioni di euro.

Il fenomeno - Gli arresti di Roma potrebbero essere solo i primi di una lunga serie, considerando diverse inchieste aperte da Nord a Sud a carico di casi sospetti nelle varie commissioni tributarie provinciali e regionali. Solo nel 2015, i potentissimi giudici tributari sono stati chiamati a decidere su oltre 581mila contenziosi, con un valore totale di circa 50 miliardi di euro. Solo a Milano sono sotto indagine venti cause fiscali.

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