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Coca party

Quella bionda al fianco della vittima. Orrore di Roma, clamorosa svolta?

Omicidio di Roma, Prato e Foffo si accusano a vicenda:

«Voglio parlare con il pubblico ministero», «Marco Prato dice bugie. Io non sono omosessuale, ho le mie perversioni ma non sono predatore sessuale, non sono uno stupratore». Ha colto in contropiede gli avvocati la decisione di Manuel Foffo - accusato assieme a Marco Prato dell' omicidio Luca Varani, il 23enne seviziato e ucciso venerdì scorso nell' appartamento di Foffo in via Igino Giordani - di conferire, a ventiquattro ore di distanza, con il pubblico ministero Francesco Scavo, al quale è affidata l' inchiesta per l' uccisione di Varani. Foffo ieri mattina ha sollecitato l' arrivo del pm. «È una situazione molto delicata», ha commentato il legale di Foffo, Michele Andreano, «non ci aspettavamo questa chiamata. Foffo ha voluto parlare con il pm perché è venuto a sapere delle dichiarazioni rilasciate da Prato, c' è stata una fuga di notizie, entrambi sono in isolamento».

I due amici assassini si rimpallano le colpe da giorni. Tuttavia gli inquirenti, all' esito dell' autopsia, ritengono che la coltellata trafitta al cuore non sia stata decisiva a determinare il decesso, poiché Varani sarebbe morto in ogni caso per le numerose ferite riportate alla gola. Quel che è certo è che i due ragazzi - cui il pm Scavo contesta l' accusa di omicidio aggravato dalla crudeltà - dopo aver seviziato ed ucciso Varani abbiano dormito abbracciati insieme senza aver fatto sesso.

Per la Procura di Roma, la ricostruzione fornita da Foffo «è credibile», perché il 30enne studente universitario fuori corso «si è assunto una responsabilità schiacciante». Secondo gli inquirenti, poi, il proposito nutrito dai due arrestati di far del male a qualcuno era stato manifestato almeno due giorni prima che Varani finisse in quell' appartamento. E comunque ben prima che Foffo e Prato assumessero droga e consumassero alcol per due giorni di seguito. Chi indaga ritiene che i due avessero individuato in Varani la persona da colpire, un soggetto debole quest' ultimo che rispondeva in pieno alle caratteristiche di cui erano alla ricerca Foffo e Prato.

Gli investigatori stanno anche cercando di ricostruire i movimenti intorno all' appartamento di Foffo nei giorni che hanno preceduto il delitto, quando il duo diabolico ha smaltito in due giorni tra i 1.500 e i 1.800 euro di droga. Non erano soli e secondo il pm di piazzale Clodio sono tre le persone entrate nella casa oltre ai protagonisti della tragedia. «È venuto anche un amico di nome Alex che avevo conosciuto mesi da fa all' interno di una pizzeria sulla Tiburtina (...) preciso che quando è venuto Alex a casa eravamo si sotto l' effetto di cocaina ma mantenevamo la lucidità, invece, quando è venuto Luca, sia io che Marco eravamo molto provati dall' uso prolungato di cocaina e quindi non più lucidi», ha detto Foffo reo confesso. Alex ancora non è stato identificato, mentre a Milano è stato sentito un tale «Giacomo», citato nel primo verbale. Anche lui avrebbe partecipato al «festino» che ha preceduto l' omicidio di Luca.

Sia mettendo il suo bancomat a disposizione di Prato per prelevare parte dei 1.500 euro spesi in cocaina (28 grammi), alcol e altre sostanze, sia partecipando ai giochi sessuali prima dell' arrivo di Varani. I carabinieri cercano in queste ore anche una ragazza bionda, di 25 anni, che è stata insieme alla vittima alle 7,30-8 di venerdì mattina scorso, dunque un paio di ore prima che Varani si recasse all' appuntamento. I due si sarebbero incontrati sul treno Viterbo-Roma della linea Fl3. Secondo gli investigatori, la ragazza potrebbe aver raccolto qualche confidenza da Varani e fornire dunque elementi utili per l' inchiesta. Ieri intanto Ledo Prato, segretario generale dell' Associazione Mecenate 90 presieduta da Giuseppe De Rita, padre di Marco, ha scritto sul suo blog ringraziando le persone vicine e accusando la stampa di «aver fatto a brandelli la vita di tre famiglie colpite, ciascuna in modo drammaticamente diverso, si sono letti giudizi sommari, verità parziali o di comodo, usate espressioni dei tempi più bui della vita civile».

di Chiara Pellegrini

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Commenti all'articolo

  • fausta73

    11 Marzo 2016 - 14:02

    certo che quel povero ragazzo ucciso andava a raccontare in giro cosa andava a fare!! ma chi le pensa queste ideone?

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  • kufu

    11 Marzo 2016 - 11:11

    Un grande intuito quello della Sig.ra Pellegrini. Il povero Varani, etero dichiarato e difensore della famiglia tradizionale, alla ragazza bionda incontrata sul treno potrebbe averle rilevato che andava a fare una marchetta con altri maschi.

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