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Cortina

Porta i fiori sulla pista dove morì suo figlio ma i giudici gli danno la multa

Porta i fiori sulla pista dove morì suo figlio ma i giudici gli danno la multa

Respinto il ricorso che il papà del piccolo Andrea Rossato aveva presentato contro la multa di 50 euro presa dai vigili urbani dopo la segnalazione della polizia di Stato di Cortina d’Ampezzo per aver percorso una pista chiusa: la stessa pista sulla quale cinque anni fa morì suo figlio. C’era andato per lasciare un fiore nel luogo dove Andrea perse la vita. 

L’incidente avvenne il 5 marzo 2011. Il ricorso è stato respinto dai vigili urbani, come precisato dal sindaco di Cortina, Andrea Franceschi: "In merito alla vicenda confermo che né io né la Giunta abbiamo mai respinto alcun ricorso. La richiesta di Rossato infatti si è fermata presso gli uffici della Polizia Locale, così come prevede la normativa. Quella di negare il ricorso è stata una decisione presa in autonomia dal comandante dei vigili dopo aver ascoltato le controdeduzioni della polizia di Stato. Sono dispiaciuto per il triste fatto in sé tuttavia, anche per rispetto dei soggetti coinvolti e della loro sensibilità, non intendo aggiungere altro».

Il bimbo fu trovato, parecchie ore dopo lo schianto, vicino ad un larice dal grosso fusto. Proprio in quel luogo il papà di Andrea, nel marzo 2015, si recò a portare un fiore in ricordo del figlio. La polizia di Stato lo vide e lo multò: la pista era chiusa e nessuno sarebbe potuto entrare. 

Il dramma di Andrea si era concluso con due condanne per omicidio colposo. Il presidente del Tribunale di Belluno, Antonella Coniglio - giudice del processo - ha ritenuto responsabili di quell’incidente sia il gestore degli impianti di risalita cortinesi, cioè il presidente della Ista spa sulla Tofana Luigi Pompanin, e l’accompagnatore del gruppo, il mestrino Giuseppe Bisotto, alla sbarra per omessa vigilanza. Un anno ciascuno, pena sospesa. Il giudice Antonella Coniglio ha poi condannato il gestore dell’impianto Pompanin e il responsabile civile, la Toro assicurazione del Gruppo Generali, al risarcimento in solido dei danni alla famiglia che si era costituita parte civile (2 milioni di euro).

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Commenti all'articolo

  • Ben Frank

    Ben Frank

    12 Marzo 2016 - 08:08

    E se ad attraversare la pista da sci fossero stati "migranti" clandestini, arrivati dalla "pista balcanica", che avrebbero fatto 'sti pirla di sbirri? Avrebbero elevato contravvenzioni, o calato le braghe? Sciogliere tutte le forze di "bolizzia", rimandarli allu paeselle a fare li cuntadine (per dirla alla Di Pietro), istituire forze di polizia regionali a reclutamento locale: una sola polizia.

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  • Ben Frank

    Ben Frank

    11 Marzo 2016 - 20:08

    Che paese del menga! Chi spaccia o vende merce rubata e/o cotraffatta se la cava con una ramanzina e manda pure i polizziotti a fare in c**o!

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