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Il nemico in casa

Preso un jihadista a Roma: macedone, stava per andare in Iraq

Preso un jihadista a Roma: macedone, stava per andare in Iraq

Karlito Brigande, il macedone arrestato a Roma, aveva aderito al radicalismo islamista ed era in procinto di partire per l'Iraq, dove si sarebbe unito alle milizie jihadiste dell'Isis. È quanto emerge dall'inchiesta, alla cui origine c'è una intuizione investigativa dei Carabinieri della Compagnia Roma Centro, che lo scorso novembre, in occasione di un ordinario servizio di controllo del territorio, arrestarono Brigande, ricercato nel suo paese per reati contro la persona ed il patrimonio. I militari, perquisendo il suo appartamento, trovarono infatti alcune lettere manoscritte contenenti frasi in arabo e fotografie con indizi di una adesione al radicalismo jihadista. 

I successivi accertamenti del Ros hanno permesso di appurare che nei giorni antecedenti al suo arresto il macedone era in contatto attraverso vari sistemi di chat con Firas Bahroumi, che già in quel periodo si trovava in Iraq a combattere in seno alle milizie terroristiche del Daesh. I due indagati si erano conosciuti tra la fine del 2014 e l'inizio del 2015, durante un periodo di comune detenzione in carcere, dove Bahroumi aveva intrapreso l'opera di proselitismo jihadista nei confronti di Brigande: e il macedone, aderendo alle sollecitazioni dell'amico foreign fighter, era ormai pronto a partire per l'Iraq. Lo stesso Bahroumi si era offerto quale volontario per il compimento, in Iraq, di una missione suicida contro "gli infedeli" mediante l'uso di una autobomba.

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