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Dietro le sbarre

Marco Prato, strazio e lacrime in cella. La frase: "Cosa sono disposto a fare"

Marco Prato

Gambe accavallate, braccia conserte, sguardo perso nel vuoto, seduto su una sedia nera. Il Messaggero ha raggiunto in carcere Marco Prato, uno dei killer del coca-party di Roma. E dopo l'orrore, Prato piange e afferma: "Niente pulirà la mia coscienza". Tra una sigaretta e l'altra, spiega: "Fumo per i miei pensieri, ma non posso più fare nulla per la coscienza", ribadisce. Dunque afferma: "Ora che sono in carcere voglio rendermi utile, sono disposto anche a pulire per terra". Passa il tempo a leggere, e sottolinea che "ho chiesto di leggere dei romanzi francesi e mi sono stupito che li abbiano". E di tempo per leggere, e pensare all'orrore compiuto, nella sua cella dove sulla parete sono disegnate stelle a cinque punte, ne avrà parecchio.

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Commenti all'articolo

  • fausta73

    14 Marzo 2016 - 12:12

    certo, adesso è esperto per pulire per terra

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