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A gennaio 2014

Infermiera killer, un laboratorio s'era accorto che qualcosa non andava

Infermiera killer, un laboratorio s'era accorto che qualcosa non andava

Nel laboratorio di analisi dell’ospedale di Piombino si sarebbero accorti nel gennaio 2014, ovvero circa un anno prima dell’inizio dell’inchiesta, che qualcosa non andava nel verso giusto nel reparto di rianimazione dove lavorava Fausta Bonino, 55 anni, l’infermiera in carcere da giovedì con l’accusa di omicidio di 13 pazienti (forse attraverso la somministrazione di Eparina), dal gennaio 2014 al settembre 2015. Lo riferisce oggi 3 aprile il quotidiano Il Tirreno. La ricostruzione, secondo il quotidiano, sarebbe contenuta nei verbali di carabinieri del Nas che indagano sui presunti omicidi nell’ospedale Villamarina. Nel laboratorio di quell’ospedale, scrive Il Tirreno, qualcuno si accorse subito, per esempio, che non tornavano i valori di Marco Fantozzi, ex centralinista dell’Asl di Livorno, il primo della lista di morti sospette. Qualcuno fece presente l’anomalia, anche se non per iscritto. Ma non fu preso in considerazione. 

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