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Il cavillo

Clamoroso, "il referendum sulle trivelle può saltare". Chi fa un favore a Renzi

Clamoroso,

Clamoroso: il referendum del 17 aprile sulle trivelle potrebbe saltare. A fornire l'assist a un Matteo Renzi sempre più in difficoltà (o perlomeno, ad allontanare il problema) sono i radicali ed è un paradosso: il loro ricorso al Tar per chiedere l'annullamento del Decreto di indizione del referendum popolare sulle "trivelle", infatti, prende le mosse dalla contestazione all'operato stesso del governo. Secondo i radicali l'esecutivo avrebbe agito "in aperta violazione del dovere di neutralità cui è tenuto per le norme e gli standard democratici di diritto internazionale sottoscritti dall'Italia", creando "specifici pregiudizi sui diritti civili e politici di partecipazione dei singoli cittadini alla consultazione referendaria oltreché alla non alterazione degli esiti e della rilevanza dalla partecipazione medesima". In altre parole, i radicali contestano l'aperto invito di Renzi all'astensione


Cosa succede se vince il no - Il ricorso sarà discusso all'udienza del 13 aprile dalla sezione II bis del Tar Lazio, che "potrebbe annullare - sostiene una nota dei radicali - l'indizione delle elezioni". Comunque "la decisione sarà impugnata dal soccombente (noi o il governo) al Consiglio di Stato prima del 17 aprile". Ma se vincerà il no, come spera il governo? "L'Italia sarà portata in giudizio davanti al Comitato diritti umani dell'Onu per violazione del Patto internazionale sui diritti civili e politici", assicurano i radicali. Tra i firmatari del ricorso "c'è anche, in qualità di cittadino elettore, Mario Staderini, il quale è parte lesa nel giudizio già pendente contro l'Italia presso il Comitato Onu per le violazioni ai diritti politici avvenute nel 2013 in occasione dei Referendum nazionali promossi da Radicali italiani". I Radicali quindi elencano le ragioni del ricorso: "Il Governo, nel fissare la data alla prima domenica possibile tra il 15 aprile e il 15 giugno, ha violato numerosi standard democratici internazionali in materia di elezioni e referendum, con riferimento: a) ai tempi delle consultazioni; b) alle informazioni da fornire ai cittadini; c) alla compiutezza della campagna referendaria; d) al dovere di neutralità del Governo".

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Commenti all'articolo

  • miraldo

    06 Aprile 2016 - 18:06

    Ma andate a lavorare ciarlatani dei radicali del Pd e del M5s il vostro è tutto un bla bla bla...........

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