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Il sospetto

Quella foto su Repubblica:
perché proprio loro tre?

A corredare l'articolo sul dossier che avrebbe spinto il Papa alle dimissioni ("ruberie e fornicazione") le immagini di tre cardinali: come mai?

Tomko, Herranz e De Giorgi

Tomko, Herranz e De Giorgi

Perché proprio quella foto? Una domanda, tra le altre, che ha destato l'articolo di Conchita De Gregorio su Repubblica, l'articolo di giovedì 21 febbraio sul dossier 'Vatileaks'. Il pezzo ruota attorno ai tre cardinali che per mesi hanno ascoltato, raccolto e analizzato tutte le voci e i racconti relative alle questioni più scottanti della Chiesa, con specifico riferimento agli scandali sessuali e finanziari in cui l'istituzione si è trovata coinvolta. Il risultato di questa lunga inchiesta interna al Vaticano è un corposo documento, diviso in tomi e di quasi 200 pagine, redatto in un unica copia, poi consegnata nelle mani del Papa. Un papello che, tra le altre cose, potrebbe nascondere anche i reali motivi delle dimissioni di Ratzinger.

Il mistero della foto - Il pezzo, e di conseguenza il dossier firmato dai tre cardinali, ruotava attorno alle correnti presenti nella Chiesa, alle influenti lobby che influenzavano nomine e carriere e che secondo l'articolo erano in grado di volgere a proprio favore alcune decisioni determinanti per quel che concerne gli affari finanziari del Vaticano. Ma nell'articolo non si parlava soltanto di soldi e flussi finanziari. Anzi, in bella evidenza nel titolo si parlava di "comandamenti violati". Quali? "Non fornicare, non rubare". Ed ecco che a corredo del pezzo della De Gregorio, oltre alla foto scontornata di Ratzinger e di Bertone, in pagina facevano capolino tre piccole fotografie: quella di Marco Simeon, ex-direttore delle relazioni istituzionali e internazionali della Rai; Ettore Balestrero, sottosegretario ai Rapporti con gli stati della segreteria del Vaticano; e René Bruelhart, direttore dellìAutorità di informazione finanziaria della Santa Sede

Legittimo sospetto - I tre - Simeon, Balestrero e Bruelhart -, per inciso, non sono i tre cardinali che hanno vergato il papello che ha turbato il Pontefice. I tre porporati del dossier rispondono ai nomi di Julián HerranzJosef Tomko e Salvatore De Giorgi. Sorge così un ovvio legittimo sospetto. Nell'articolo pubblicato da Repubblica si parla degli scandali, di flussi finanziari, di peccati e fornicazione, ma le "sbandate morali" non vengono attribuite a nessuno. I colpevoli, insomma, restano top secret. Quale il legittimo sospetto? Che con le tre fotografie, Repubblica, abbia voluto fornirci un indizio...  

 

 

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Commenti all'articolo

  • adadamiani

    03 Marzo 2013 - 23:11

    se il povero Cristo tornasse altro che scudisciate e tavoli rovesciati. ma per questa lobby cardinalizia e vescovile gay... sono tanti i nomi,non solo di cardinali ma anche vescovi fatti vescovi proprio perchè importunavano seminaristi e novizi nei seminari studentati e noviziati. Se ancora ci fosse il rogo farebbero la fine di Giordano Bruno morto innocente. Ma il nuovo papa dovrebbe avere il coraggio di esclaustrarli,ovvero renderli nuovamente laici. Sic!

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  • ortensia

    23 Febbraio 2013 - 14:02

    Viene da pensare che se mai Gesu' ritornasse sulla terra la prima cosa che farebbe sarebbe prendere a calci in kulo tutte queste eminenze vestite da pappagalli.

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  • seve

    22 Febbraio 2013 - 23:11

    forse è ora che ti rifai vedere sulla terra ,vai a prendere possesso della tua chiesa.

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