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La ricerca-sorpresa sugli italiani al volante
allucinante, cosa pensano di noi in Europa

La ricerca-sorpresa sugli italiani al volanteallucinante, cosa pensano di noi in Europa

I guidatori italiani si attribuiscono il miglior voto nel Vecchio Continente, ma per i colleghi europei sono i più spericolati. Lo rileva il barometro della Fondazione VINCI Autoroutes per una guida responsabile, una vasta indagine che mette a confronto il comportamento degli automobilisti in dodici paesi dell’Unione Europea. La ricerca, lanciata tre anni fa dalla Fondazione a livello europeo e condotta da Ipsos, traccia una panoramica dei comportamenti di guida e della loro evoluzione nel tempo. Andrea Alemanno, Group Director di Ipsos PA, ritiene che “GliiItaliani appaiono e sono considerati come i meno attenti alla guida, probabilmente perché sovrastimano le proprie capacità: infatti, ritenendosi conducenti migliori degli altri, guidano mediamente per periodi lunghi senza fermarsi e nel contempo danno poco peso a tutti quei comportamenti legati alla distrazione, come l’uso del cellulare e di altri dispositivi. Gli italiani ritengono che la cause di incidenti siano soprattutto da ricercarsi nell’alterazione della normale attenzione, come droga ed alcool, l’eccessiva velocità e la sonnolenza. E’ anche da dire che i comportamenti scorretti sono comunque diffusi in tutta Europa, ed il barometro Vinci è un formidabile strumento di confronto sui comportamenti alla guida nel continente. Volendo spezzare una lancia a favore dei nostri connazionali, ricorderei che in Italia, rispetto alla media europea, sembra si dedichi maggiore attenzione alla verifica dello stato del veicolo e nella pianificazione dei lunghi viaggi”.

 Le pagelle - Interrogati sul loro modo di guidare, gli europei si attribuiscono un ottimo voto a titolo personale: 7,7/10 in media. Con un 7,9/10 (in lieve calo rispetto al 2015), il conducente italiano si attribuisce il miglior voto in Europa. D’altronde, per descrivere il loro comportamento alla guida, quasi tutti gli italiani (96%) usano almeno un aggettivo positivo: «attento» (80%) o «calmo» (47%), ad esempio. Sono invece solo il 14% a definirsi «cortesi» (a fronte del 27% a livello europeo).  Quando si tratta però di giudicare il comportamento altrui, gli italiani sono nettamente più severi: ritengono che i loro compatrioti siano «irresponsabili» (47%), «stressati» (39%),  «aggressivi» (29%) e addirittura «pericolosi» (il 36%, a fronte del 26% della media europea). All'unanimità, gli europei ritengono che i migliori guidatori siano gli svedesi (37%) e che i meno responsabili siano gli italiani (28%). Gli italiani stessi condividono questa opinione: considerano l’Italia come la patria dei conducenti irresponsabili (51% delle citazioni, distaccando nettamente la Grecia che è seconda con il 17%)

 

Telefonare al volante - L’uso del cellulare al volante è particolarmente preoccupante in Italia: il 42% (-2 punti) dei conducenti afferma di telefonare senza il viva voce mentre guida, a fronte del 32% in Europa. Il 34% degli italiani - un record in Europa – confessa di inviare e/o leggere SMS e e-mail al volante, a fronte del 25% in Europa). Questa abitudine è paradossalmente considerata dagli italiani al terzo posto fra i comportamenti più pericolosi al volante, dopo la guida sotto l'effetto di alcol o stupefacenti

 

Alcol al volante - Pur considerando che l’alcol è la causa principale di incidenti mortali sulle strade, il 12% degli italiani (rispetto all’11% della media europea) si mette alla guida anche se supera il limite legale, se non sente gli effetti dell’alcol. D’altronde, gli italiani fissano il loro limite personale di consumo di alcolici prima di mettersi alla guida a 2,3 bicchieri in media (contro 2 in media a livello europeo), un livello superiore a quello definito dalle normative nazionali.

 

Sonnolenza al volante - Il 27% degli italiani ritiene che si possa guidare anche se si è stanchi, un risultato un po’ inferiore alla media europea (29%). La maggioranza è anche convinta, a torto, che si possa lottare contro il sonno parlando con un passeggero (81%), ascoltando la radio (58%) o guidando col finestrino aperto (49%). D’altronde, più di un quarto dei conducenti italiani (29%, +1 punto dal 2015) ha già avuto l’impressione di essersi assopito al volante per qualche secondo e il 17% (+3 punti) dice di aver già invaso la corsia d’emergenza o il bordo della strada per un attimo di distrazione o assopimento, a fronte del 14% in Europa. Sui percorsi lunghi, dichiarano di fare una sosta dopo 3h18 di guida in media, una durata ben superiore alle due ore al massimo raccomandate. Se guidano a lungo, gli italiani di solito si preparano bene per il viaggio: il 90% controlla il buon funzionamento del veicolo (a fronte del 84% in Europa), il 87% consulta il meteo (a fronte del 81% in Europa), il 79% tiene conto delle pause quando calcola la durata del viaggio (a fronte del 75% in Europa) e il 74% s’informa sulla situazione del traffico (a fronte del 72% in Europa). Inoltre, il 70% dei conducenti italiani (+3 punti dal 2015), a fronte del 56% degli europei, dichiarano di fermarsi per fare un sonnellino durante i viaggi lunghi, situandosi così, dopo i belgi (82%), fra i campioni europei di questa buona pratica. Sono anche il 66% ad alternarsi alla guida durante il percorso (a fronte del 70% a livello europeo).

 

Comportamenti pericolosi in Italia e nel resto d’Europa

·        L’88% dei guidatori italiani ammette di superare ogni tanto di qualche km/h il limite di velocità (-2 punti dal 2015), a fronte del 90% in Europa.

·        Il 62% non rispetta le distanze di sicurezza (-1 punto), a fronte del 63% in Europa.

·        Il 58% dimentica di mettere la freccia prima di sorpassare o di svoltare (+2 punti), a fronte del 55% in Europa.

·        Il 54% circola sulla corsia centrale dell’autostrada anche se la corsia di destra è libera (+1 punto), a fronte del 55% in Europa.

·        Il 49% non rallenta in vicinanza di una zona di lavori (-2 punti), a fronte del 53% in Europa.

·        Il 35% dimentica di allacciare la cintura di sicurezza (+1 punto), a fronte del 22% in Europa

 

Ancora molta inciviltà sulle strade italiane

·        Il 64% dei guidatori italiani riconosce che gli capita di insultare altri conducenti (+1 punto rispetto al 2015), a fronte del 54% in Europa.

·        Il 58% usa il clacson in modo inappropriato, a fronte del 47% in Europa.

·        Il 28% si appiccica al paraurti dell’auto davanti, se il conducente lo innervosisce (-4 punti), a fronte del 30% in Europa.

·        Il 22% scende dall'auto per discutere con un altro conducente (+1 punto), a fronte del 16% in Europa.

·        Il 21% sorpassa sulla destra in autostrada (+1 punto), a fronte del 30% in Europa

 

Di fronte alla mortalità stradale, gli Italiani restano ottimisti in un’Europa sempre più fatalista

Il 52% degli italiani pensa che il numero di vittime della strada potrà ancora diminuire notevolmente nei prossimi anni (a fronte del 49% per la media europea). Come quasi tutti i paesi già esaminati nel 2015 (tranne la Polonia), gli italiani si dimostrano però meno ottimisti di un anno fa (-4 punti).

Questo fatalismo rispetto all’evoluzione della mortalità stradale è particolarmente netto in Slovacchia, Grecia e Germania, dove rispettivamente il 32%, il 33% e il 36% delle persone interrogate pensano che il numero delle vittime potrebbe diminuire notevolmente.

 

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Commenti all'articolo

  • filen

    filen

    24 Aprile 2016 - 08:08

    Ma va là vedi che in qualcosa siamo primi in Europa ahahah

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