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Toghe Sudate, "Topa is my doping": il trekking (border line) dei colletti bianchi di Prato

Toghe Sudate, "Topa is my doping": il trekking (border line) dei colletti bianchi di Prato

"Arriviamo alla partenza la domenica mattina, spesso coi postumi della serata precedente". Il trekking, come ogni disciplina sportiva, non è cosa da prendere sottogamba; ciò non toglie che possa essere praticato con ironia, voglia di ridere e rifiuto di quell'antagonismo oggi così diffuso tanto nelle palestre, quanto nelle competizioni, anche amatoriali. E quando il motto è "topa is my doping" capisci di essere di fronte a persone che di prendersi sul serio proprio non hanno voglia... almeno quando non mettono la toga. Come Franco Legni, avvocato, che ci parla della simpatica iniziativa delle Toghe Sudate.

Toghe Sudate: come nascete e cosa fate precisamente?
"Nasciamo a Prato circa 5 anni or sono come gruppo inizialmente formato solo da avvocati, ma che in poco tempo si è andato plasmando in un'altra direzione. Fra noi ci sono commercialisti, avvocati, ingegneri, imprenditori, antropologi… addirittura una ex professoressa dell'università di Yale; in pratica quasi tutti colletti bianchi che da anni passano la domenica mattina a coprirsi di fango e macinare chilometri". 
Dalle immagini in rete, si nota subito il carattere goliardico e canzonatorio del vostro gruppo, eppure dovreste essere tutte persone serie. E poi il vostro slogan: perché scherzare sul doping? 
"In effetti almeno sulla carta dovremmo persone con una certa moralità: durante la settimana ci incontriamo in tribunale o nelle sedi istituzionali e scherziamo per la doppia veste che siamo rivestiamo… ma nessuno dei due ruoli ci va stretto, anzi è la nostra marcia in più. Certo il tutto ha carattere goliardico e molti di noi già si conoscevano ai tempi dell’università e abbiamo fatto goliardia assieme. Quanto allo slogan… fa un po' ridere ma è molto apprezzato: topa is my doping". 
Ecco, "topa is my doping". Secondo alcuni studi, anche la quella crea dipendenza. O no? 
"Molta! E anche frequenti crisi di astinenza!". 
Avvocati, trekking e goliardia. Avete avuto riscontri positivi dall'opinione pubblica? 
"La nostra pagina web era partita in sordina ma ora sta andando a gonfie vele e sulle montagne dell’appennino non è difficile incontrare chi sa chi siamo e ci saluta con simpatia… anche perché ci perdiamo di continuo e ci serve sempre una mano dai colleghi camminatori (in realtà uno degli ingegneri ha comprato una sorta di orologio atomico e mappato ogni montagna… ma la tecnologia non ci piace molto). In fondo amiamo definirci dei gentiluomini (in montagna anche le donne diventano omaccioni, pur senza perdere la loro femminilità) e cerchiamo di comportarci come dei signori, pur avendo abitudini talvolta brutali: arriviamo alla partenza la domenica mattina, spesso coi postumi della serata precedente e coi segni della nottataccia, ma quando partiamo, diamo il meglio di noi: salutiamo con deferenza gli altri camminatori e offriamo da bere". 
Avete in programma qualche evento particolare del quale volete parlarci? 
"Direi di no. A noi non piacciono le competizioni organizzate e tutti quei buonismi tipo volemose bbene e camminiamo insieme: ci piace accogliere chiunque voglia venire con noi ma senza partecipare a iniziative con regole fisse". 
Posso dirvi che siete un po' snob? 
"Vai libero… poi però ci vediamo in tribunale!".

di Marco Petrelli
@marco_petrelli 

 

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