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La proposta di legge

Spennati dal divorzio? In arrivo la soluzione: gli accordi prematrimoniali

Accordi prematrimoniali

Divorzio: incubo o liberazione? Dipende da quanto è in gamba il tuo avvocato. Ma tra poco potrebbe non essere più così. Una proposta di legge per introdurre il contratto prematrimoniale anche in Italia è stata messa all’ordine del giorno dopo le unioni civili (previste per il 9 maggio). Depositata alla Camera dei deputati quasi un anno e mezzo fa a firma dei deputati Alessia Morani (Pd) e Luca D'Alessandro (Ala), gli stessi che l’anno scorso hanno fatto da relatori alla proposta di legge sul divorzio breve, permetterebbe di regolamentare i termini economici di una eventuale separazione prima del matrimonio.

La legge - "Obiettivo della proposta di legge - si legge nella relazione che introduce il testo - è quello di rafforzare e rilanciare l’istituto del matrimonio e di favorire l’accesso allo stesso con la giusta meditazione e serietà, nonostante che possa dare a un osservatore poco attento l’impressione opposta". Se approvata, la norma consentirebbe ai futuri coniugi di stipulare davanti a un avvocato degli accordi per disciplinare un’eventuale separazione, prima di contrarre il matrimonio. Gli accordi che riguardano i figli minorenni o economicamente non autosufficienti dovranno essere autorizzati dal procuratore della Repubblica presso il tribunale competente.

Che cosa prevede – Gli accordi prematrimoniali possono prevedere che un coniuge attribuisca all’altro una somma di denaro periodica o una tantum con il diritto reale su uno o più immobili, senza però superare la metà del proprio patrimonio. Possono, al contrario, contenere la rinuncia del futuro coniuge al mantenimento da parte dell’altro, a eccezione del diritto agli alimenti. Inoltre, possono prevedere norme per la successione di uno o di entrambi i coniugi (fatti salvi i diritti degli altri legittimari), in deroga al divieto dei patti successori e alle norme in materia di riserva del coniuge legittimario. I patti prematrimoniali possono essere modificati in qualunque momento anche a matrimonio avvenuto, devono essere riferiti nei ricorsi di separazione e di divorzio e i giudici devono tenerne conto nelle sentenze sulla separazione.

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