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Appalti, nomine e consulenze

Dossier choc sul Niguarda

Appalti, nomine e consulenze
Il ministero dell'Economia ha rilasciato un dossier di oltre quattrocento pagine che getta ombre sinistre sui lavori di riqualificazione del Niguarda di Milano, uno dei principali poli ospedalieri lombardi. Nel fascicolo c'è la sintesi di tutti gli espisodi di malagestione che si sarebbero susseguiti nell'ultimo decennio: appalti irregolari, nomine illegittime e consulenze insolitamente elevate. Grande attenzione, in particolare, è riservata agli affari che ruotano attorno alla nascita del nuovo ospedale, operazione da oltre un miliardo di euro che vede per protagoniste due società a capitale misto pubblico-privato: Nec Spa (considerata vicino a Comunione e Liberazione) e la Progeni Spa (legata alle cooperative rosse). «Si ritiene che l'appalto in concessione per la riqualificazione del Niguarda, per come è stato preparato, progettato, finanziato, condotto e per come sarà eseguito e amministrato abbia costituito e prodotto un grave danno patrimoniale alla Pubblica amministrazione» è scritto nel rapporto. Anche riguardo la costruzione del nosocomio sono emerse perplessità: vengono indicate contraddizioni, ambiguità e omissioni nel bando di gara. Gli ispettori sollevano «forti perplessità sulla volontà di ricerca di tutte quelle condizioni di trasparenza che avrebbero dovuto circondare un appalto di così lunga durata». Non solo: «Nella commissione (incaricata d'assegnare l'appalto, ndr) non figura nessun membro esperto in economia aziendale, una delle materie, se non l'unica materia prevalente sulla quale sarebbe stata impostata la valutazione delle società partecipanti».

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