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Lo scandalo

Naufraghi della Concordia umiliati dai giudici: stesso risarcimento anche per la moldava di Schettino

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Domnica cemortan

Trenta mila euro di risarcimento per i naufraghi della Costa Concordia. E trentamila euro di risarcimento per Domnica Cemortan, la moldava che si trovava in compagnia del comandante Francesco Schettino al momento dell’urto con lo scoglio del Giglio. I sopravvissuti insorgono, parlano di “gettone presenza” e chiedono alla Corte di Appello di Firenze di rimediare a quello che chiamano “il disonore di una liquidazione forfettaria del danno uguale per tutti, 30.000 euro”, stabilita dal tribunale di Grosseto. Secondo i legali, “i naufraghi hanno subito danni fisici e psicologici” e “il tribunale di Grosseto non avrebbe usato abbastanza "equità" nell'attribuire i risarcimenti”. Attraverso l’avvocato Guarini, i sopravvissuti si lamentano che la sentenza di Grosseto ha consegnato solo una verità parziale e chiedono alla corte di Appello di far luce sull’altro pezzo di verità: “Le responsabilità vanno viste tutte. Non ci piace un processo Schettino-centrico, anche altri ufficiali di bordo lasciarono la nave e, a terra, ci furono responsabilità da parte di dirigenti di Costa spa”. Un altro avvocato della parte civile, Cesare Bulgheroni, è ancora più drastico: "Costa Crociere è responsabile molto più di quanto emerge dalla sentenza, per cui la corte di appello dovrebbe applicare risarcimento da danni punitivi".

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Commenti all'articolo

  • wilegio

    wilegio

    07 Maggio 2016 - 15:03

    Ormai è noto che tutti i processi mirano a una cosa sola: ottenere rimborsi più alti. Tutto il resto è gossip.

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  • ariete84

    07 Maggio 2016 - 13:01

    In Italia, questo e altro. Non è un paese per giusti

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