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Bega legale

All'Unità è vietato dire che "era meglio Berlinguer": la clamorosa guerra nel giornale di Renzi

All'Unità è vietato dire che "era meglio Berlinguer": la clamorosa guerra nel giornale di Renzi

Vietato difendere la memoria di Enrico Berlinguer? Dove? All'Unità. Il Fatto quotidiano riporta la bega letale tutta interna all'ex organo ufficiale del Pci (di cui Berlinguer è stato storico segretario), diventato oggi megafono del Pd renziano. Da una parte c'è il giornalista Massimo Franchi, dall'altro il suo editore. Il primo, nell'autunno 2015, ha pubblicato su Twitter un paio di commenti piuttosto critici su Renzi e il "nuovo" Partito democratico: "Comunque propugnare che Berlinguer sbagliasse su Eurocomunismo e questione morale e che invece dovesse allearsi con Craxi è molto renziano", e ancora "Abbassando sempre più la soglia gramsciana dell'intransigenza si ritrovarono in compagnia di revisionisti, faccendieri, piduisti. Ma siamo di sinistra rispondono".

"Contro l'azienda" - Parole che non sono andate giù all'amministratore delegato della società editrice, Guido Stefanelli, secondo cui la condotta di Franchi "appare travalicare i limiti del legittimo diritto di critica" avviando una procedura disciplinare contro il giornalista. In risposta, Franchi ha fatto causa all'Unità accusando l'editore di violazione dell'articolo 8 dello Statuto dei lavoratori (legge 300 del 1970), quella che vieta al datore di lavoro "di effettuare indagini, anche a mezzo di terzi, sulle opinioni politiche, religiose o sindacali del lavoratore". Secondo Stefanelli, Franchi avrebbe violato la "linea editoriale" dell'azienda ma il giornalista e dipendente si difende sostenendo che la sua critica è avvenuta fuori dall'orario di lavoro, in un contesto dunque privato, senza contare poi che secondo l'articolo 1 dello Statuto dei lavoratori "i lavoratori, senza distinzione di opinioni politiche, sindacali e di fede religiosa, hanno diritto, nei luoghi dove prestano la loro opera, di manifestare liberamente il proprio pensiero".

La "mannaia" di Rondolino - Per ora il procedimento disciplinare è congelato, ma resta su Franchi quella "mannaia prossima ventura" invocata qualche tempo fa dall'editorialista dell'Unità Fabrizio Rondolino, via Facebook, contro il "personale inadatto" che a suo dire rende l'Unità "troppo poco renziana". Di fronte alle proteste dei redattori, Rondolino aveva spiegato che il suo account era stato violato da un hacker. 

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