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Urla in aula: "Vergogna, siete dei venduti". ThyssenK, l'ultimo sfregio ai parenti delle vittime

Urla in aula: "Vergogna, siete dei venduti". ThyssenK, l'ultimo sfregio ai parenti delle vittime

Ha scatenato fortissime polemiche in Cassazione la richiesta del procuratore generale, Paola Filippi, di annullare: "con rinvio la sentenza e la determinazione delle pene del reato di omicidio plurimo" per i sei imputati Harald Espenhahn, Gerald Priegnitz, Marco Pucci, Daniele Moroni, Giuseppe Salerno, Cosimo Cafueri, condannati nel processo ThyssenKrupp. Dopo la richiesta del pg si sono levate grida di protesta all’indirizzo della Corte da parte dei parenti delle 7 vittime: "Siete dei venduti - hanno gridato - vergognatevi, non c’è giustizia per i nostri morti. Lo Stato è a favore dei delinquenti. Una vergogna".

Il processo - C’è attesa in Cassazione per l’esito bis del processo ThyssenKrupp, che è stato il primo processo in Italia per morti sul lavoro con richieste di pena altissime. Sono in aula alcuni parenti delle vittime e l’unico superstite del rogo, Antonio Boccuzzi, attualmente deputato del Pd. I giudici supremi sono chiamati oggi a decidere se confermare o no le condanne ai sei imputati. È la seconda volta che il processo arriva in Cassazione, in caso di conferma i quattro imputati italiani si costituiranno subito, senza attendere l’emissione del provvedimento cautelare di cattura. Invece per gli imputatri tedeschi, Harald Espenhahan e Gerald Priegnitz, si percorrerà un iter differente che segue gli accordi internazionali. Essi prevedono che i due manager stranieri possano scontare la pena nel paese d’appartenenza, ma la procura di Torino dovrà avviare tutte le carte. I 4 manager italiani sono: Cosimo Cafueri, responsabile sicurezza degli impianti, Giuseppe Salerno, responsabile dello stabilimento di Torino, Daniele Moroni e Marco Pucci, membri del comitato esecutivo della ThyssenKrupp. Secondo i giudici di primo grado, fu una «scelta sciagurata» dell’ad "di azzerare - si legge nella motivazione - ogni scelta di prevenzione". Le vittime del rogo Thyssen sono: Antonio Schiavone (il primo a morire alle 4 del mattino per le ferite riportate durante l’incidente), Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo, Bruno Santino (spirati lentamente dal 7 al 30 dicembre del 2007 per le gravissime ustioni riportate). Le pene vengono lievemente ridotte durante il secondo grado di giudizio, celebrato tra il 28 novembre 2012 e il 28 febbraio 2013, presso la corte d’assise d’appello di Torino, presieduta da Giangiacomo Sandrelli, con la clamorosa esclusione per l’ad Espenhahan, del dolo. All’appello segue il ricorso in Cassazione presentato da Raffaele Guariniello, affiancato dai pm Laura Longo e Francesca Traverso, nonchè il pg Ennio Tomaselli, contro la sentenza d’appello, lo stesso fanno le difese degli imputati con altre motivazioni. In seguito i giudici supremi avevano chiesto il ricalcolo delle pena.

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