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Un nomade con Salvini

Il nomade che caccia gli zingari: la reazione allo stupro della figlia

Vladimir Kosturi e la figlia

I campi nomadi vanno chiusi subito, senza perdere un minuto. Sì, certo, lo dice Matteo Salvini. E lo hanno ripetuto in tanti in questi giorni, dopo l’ennesimo episodio orrendo accaduto a Roma. Lo ricordiamo, perché non passi di mente. Vladimir Kosturi, un professore di origini albanesi, ha denunciato su Facebook e sui giornali la violenza subìta da sua figlia Besjana, che nella notte tra il 5 e il 6 maggio è stata seviziata e stuprata per ore proprio all’interno di un campo nel quartiere Prenestino. Questo signore ha perfino organizzato volantinaggi e manifestazioni, chiedendo che la baraccopoli venga sgomberata. E, appunto, sono in parecchi a pensarla come lui. Ma non sono tutti arruolati nel fronte salviniano e «populista».

A sostenere che i campi vadano chiusi è anche Santino Spinelli, un rom italiano. Musicista (col nome d’arte Alexian), docente universitario, è noto per aver scritto numerosi e ponderosi saggi dedicati al suo popolo. L’ultimo è appena arrivato sugli scaffali delle librerie e si intitola Rom questi sconosciuti (Mimesis editore). Contiene praticamente tutto quel che c’è da sapere sulla storia e sulla cultura romanì, e leggendolo si capisce che l’autore non è affatto un infiltrato leghista, anzi. Però è un osservatore molto onesto, che ha il coraggio di dire le cose senza troppi fronzoli.

Secondo Spinelli, i campi rom sono «lager». «Smantelliamo subito tutti i campi», ha detto qualche tempo fa il professore all’Adnkronos. «Anche perché noi non siamo nomadi. L’Italia è vista dal Vecchio Continente come il “Paese dei campi” perché solo da noi c’è una tale ghettizzazione. Affrontandola come una questione sociale, i rom sono diventati “un problema”». Nel libro ribadisce il concetto e lo approfondisce. «I campi nomadi sono una forma orrenda di segregazione e un crimine contro l’umanità», spiega. Sono «sovraffollati, insufficienti a ospitare tante famiglie di diverse comunità, le cui esigenze sono spesso inconciliabili». Insomma, sono un propulsore del degrado e della marginalità sociale, motivo per cui diventano «delle polveriere».

Altro che la ruspa di salviniana memoria. Le parole di Spinelli sono pesantissime e se a pronunciarle fosse qualcun altro - per esempio un politico di centrodestra - probabilmente verrebbe linciato sulla piazza mediatica. E a trattarlo da verme razzista sarebbero proprio le stesse anime belle progressiste che contribuiscono a imprigionare i rom in una condizione disumana.

I campi rom, spiega Spinelli, sono «l’emblema stesso della discriminazione e rappresentano costosissime pattumiere sociali». Difficile dargli torto. Il sistema dei campi impedisce ai rom di vivere in condizioni civili, spesso li condanna ad annegare nell’illegalità ed è discriminatorio. Innanzitutto verso i comuni cittadini, soprattutto quelli che si trovano a vivere di fianco alle baracche, tra fumi inquinati e criminalità. E poi verso gli stessi rom, che sono confinati in una palude.

Chi beneficia di tutto ciò? Quella che Santino Spinelli chiama «Ziganopoli». Ovvero la miriade di associazioni pseudo umanitarie che si arricchiscono nascondendosi dietro le buone intenzioni. «Per Ziganopoli», scrive Spinelli, «deve intendersi lo sfruttamento economico che gravita attorno al mondo romanò da parte di operatori, sedicenti esperti, zigani-idioti, giornalisti, scrittori, documentaristi, cooperative, ditte e associazioni assistenzialistiche che si occupano delle comunità romanès e che si sono arrogati il diritto di rappresentarle con il pretesto di aiutarle».

Ecco i danni che fanno il politicamente corretto e la moda del piagnisteo. Se parli di «zingari» ti danno del razzista, ma se scrivi «nomadi» va tutto bene. Peccato che i rom non siano affatto nomadi. Dunque chiamarli così è (davvero) offensivo. Dice ancora Spinelli: «Le comunità romanès non hanno nessun mezzo per sottrarsi alle grinfie delle associazioni “pro-zingari” o “pro-nomadi”, che sono appoggiate dalle istituzioni. Se i Rom e i Sinti non sono nomadi per cultura, perché dovrebbero esistere organizzazioni con tali denominazioni? In realtà l’intento è proprio quello di mistificare e indurre in errore l’opinione pubblica».

Ci sono anche i dati, a supporto della tesi: «Solo nel 2013 il Comune di Roma ha speso qualcosa come 24.108.406 euro» per i Rom. Solo che l’86% di questa cifra se n’è andato in costi di gestione dei campi, dunque è finito nelle tasche di chi lucra sull’assistenzialismo. Il meccanismo è sempre lo stesso svelato da Mafia Capitale e applicato agli immigrati. Spinelli porta un esempio molto istruttivo, relativo al campo di Castel Romano a Roma, dove vivono quasi mille persone: «Fu realizzato in “emergenza” nel 2007 e solo nelò 2013 è costato di gestione la bellezza di 5.354.788 euro». Fanno circa 27 mila euro a famiglia.

«Proprio in questo campo nomadi», racconta lo studioso, «due presunti capi Rom, in realtà dei criminali, percepivano 15.000 euro al mese per “collaborare” con i politici e gli amministratori corrotti che gestivano i finanziamenti. Ricevevano i soldi attraverso cooperative per lavori mai svolti. Uno è morto e l’altro continua a frequentare tranquillamente i Palazzi istituzionali per “risolvere” i problemi dei Rom da “esperto”, nonostante questi precedenti, lo scarsissimo livello d’istruzione e nonostante le sue gravissime pendenze penali per sfruttamento della prostituzione». Per questo motivo Spinelli chiede a gran voce che «la politica faccia la propria parte per smantellare i campi nomadi e per ripristinare il rispetto dei diritti umani fondamentali e procedere verso forme di inclusione giuste».

Già, peccato che alla chiusura dei campi nomadi non si arriverà mai. Almeno fino a che un sacco di gente continuerà a lucrarci sopra. E fino a che gli impegnati di turno in stile Fedez e J-Ax continueranno a «combattere il razzismo» girando videoclip fra le baracche. Forse, invece di questi profeti dell’altruismo interessato, sarebbe più utile ascoltare Santino Spinelli. Lo avessimo fatto prima, non ci sarebbe nessun campo rom in cui picchiare e violentare ragazze per una notte intera.

di Francesco Borgonovo

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Commenti all'articolo

  • victoralone63

    24 Maggio 2016 - 18:06

    Poche illusioni, è nel loro dna.....i rom da millenni vivono da PARASSTITI.

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  • ampar

    24 Maggio 2016 - 13:01

    al rogo, bruciamoli tutti

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  • torrido

    21 Maggio 2016 - 10:10

    Chi lucra sui Rom sono gli stessi che lucrano sui profughi e cioè le cooperative dei komunisti di Poletti e Alfano.

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    • sebin6

      22 Agosto 2016 - 12:12

      Quando era il pupillo di berlusca ti stava bene? Se alfano è komunista tu sei intelligente. Si prega, quando si commenta, di scrivere cose sensate; i poco informati o i quasi ignoranti sono pregati di astenersi. Grazie.

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  • Satanasso

    16 Maggio 2016 - 10:10

    Ci vogliono gli Squadroni della morte per eliminarli tutti...

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