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Confessioni esclusive dal carcere

Alex Boettcher, intervista a Libero: "Sono un deviato sessuale ma con l'acido non c'entro"

Alex Boettcher, intervista a Libero: "Sono un deviato sessuale ma con l'acido non c'entro"

Milano, carcere di San Vittore, 5 maggio, ore 9. Nella sala colloqui entra un ragazzone di 30 anni. Indossa pantaloni rossi della tuta e una maglietta grigia; ha i capelli più corti di come apparivano nelle foto pubblicate sui giornali. Alexander Boettcher è stato accusato di aver sfigurato con l’acido solforico due ex amanti della venticinquenne Martina Levato, sua complice e per circa 20 mesi sua compagna: ad aprile è stato condannato a 14 anni in Appello per l’aggressione a Pietro Barbini, che ha perso anche l’uso di un occhio. Il 30 marzo, in primo grado, ha, invece, preso 23 anni per associazione a delinquere per le ustioni al volto, i danni all’occhio e all'orecchio di Stefano Savi, oltre che per la tentata evirazione di Antonio Margarito e l'aggressione fallita a Giuliano Carparelli. Il suo avvocato, Michele Andreano, porge a Boettcher i fogli con le domande di Libero. Lui accetta di rispondere.

L’hanno descritta come un ragazzo di ghiaccio, senza sentimenti se non deviati e perversi. 
«Penso che l’aspetto esteriore di una persona non rappresenti la vera anima, il modo di essere e di sentire. Sono un ragazzo che ha sofferto e sta soffrendo molto per quanto accaduto a me e alle vittime di questa storia». 
Che difetti o reati accetta di attribuirsi?  
«Non mi riconosco in nessun reato. Quanto ai difetti sono consapevole di essere stato una persona superficiale, se vuole anche deviato nella vita sessuale e ritengo di aver sbagliato alcune amicizie e compagne. Tuttavia sono certo che tali questioni contino sul piano morale, ma non su quello penale». 
Che tipo di rapporto aveva con la sua ex Martina Levato, condannata insieme con lei? 
«L’ho amata più di me stesso. Tra noi non c’era sadomasochismo, né violenza gratuita, bensì condivisione, piacere e unione sentimentale. Le nostre pratiche sessuali, seppur inquadrabili come deviate, non sono mai sfociate in azioni criminali». 
A dicembre vi siete scambiati delle lettere d’amore. Martina le scrisse: “Me la sono strofinata addosso. Così potrai sentire il mio odore (…) Poggia qui le tue labbra e sentirai il mio calore”. Ora sembra averla scaricata… 
«Non le rispondo perché stiamo parlando della madre di mio figlio. Dico solo che ritengo abbia mutato versione per via del procedimento minorile, a discapito della coppia in cui io ho sempre creduto. Più volte mi ha suggerito di cambiare avvocati, di seguire determinate strategie per ottenere l'affidamento del bambino. Io, però, non ho seguito i suoi consigli». 
Ha quasi ordinato a Martina di venire in aula a scagionarla in nome di vostro figlio, pensava di poterla manipolare? 
«Non ho mai avuto alcun tipo di controllo su di lei. Ho sempre e solo chiesto a Martina di dire la verità, cosa che ha sempre fatto sino alla scelta della nuova strategia difensiva. Si chieda come mai improvvisamente Martina ha cambiato radicalmente la propria versione dei fatti. È diventata un'altra persona. Adesso pur di raggiungere i suoi scopi non si preoccupa di addossare a me le sue colpe, sapendomi innocente. Persino il pm, il dottor Marcello Musso, ha apertamente ammesso che io almeno sino all’aggressione contro Margarito ero stato vittima delle bugie di Martina». 
Dunque si sente tradito? 
«Assolutamente sì. Mi aspettavo le sue scuse, poiché se mi trovo in questa situazione è solo per causa sua e questo gliel’ho sempre rinfacciato dal mio arresto in poi. Tant'è che Martina si è più volte scusata con mia madre per avermi coinvolto in questo che definisco "incubo", che tuttavia ha riguardato soprattutto quei poveri ragazzi sfigurati, incolpevoli, come me, di aver incontrato sul proprio cammino Martina». 
Lei ha descritto così l'ultimo periodo della sua relazione con la Levato: “Verso metà dicembre, volevo lasciarla. Poi ha fatto il test di gravidanza, ha scoperto di essere incinta. Le ho detto che l'avremmo cresciuto io e la mia ex moglie, Gorana. A quel punto lei ha voluto attirarmi in trappola”. È questo secondo lei il movente delle accuse di Martina? 
«Sicuramente si è arrabbiata per questa mia affermazione, e forse è stato proprio il mio proponimento a far scattare il suo disegno criminale. Avevo pronunciato quella frase alla luce dei suoi continui tradimenti nei miei confronti». 
Levato nel suo memoriale asserisce che lei la frustasse e ha parlato delle “infinite prove d'amore che dovevo dare: marchiature, incisioni, assistere a suoi rapporti con altre donne, accettare pratiche di dominazione sessuale e offese continue”. 
«Le lesioni o i tatuaggi sono sempre stati voluti da Martina. È sufficiente rivedere i video proiettati in aula per capire come Martina fosse totalmente accondiscendente. Consenso sempre manifestato anche nei nostri rapporti intimi, talvolta proponendo lei ménage particolari. Tuttavia tali aspetti attengono alla sfera privata e non contano ai fini penali». 
A proposito di quei filmati: lei ha scritto a una delle vittime: "Ho i video in cui Martina beve il mio piscio, mangia la mia merda". In aula sono stati mostrati quelli in cui Martina beve l'urina e in cui lei le scarnifica l'interno coscia… 
«Riguardando quelle immagini quasi mi vergogno, tuttavia anche in questo caso sottolineo che, seppur disgustose, non costituiscono un crimine. Il rapporto tra me e Martina è stato caratterizzato da scelte sessuali sicuramente atipiche e forse deviate, ma non siamo gli unici e, insisto, non hanno nessuna connessione con i gravi fatti che hanno riguardato quei poveri ragazzi». 
Ha realizzato pure un video con una testa di gallina gettata sul pavimento… 
«Mi dissocio da quel filmato. So che ho fatto del male agli animali e le assicuro che provo un senso di vergogna, anche perché io gli animali li ho sempre amati. Per esempio ho allevato con amore e cura due splendidi cani che mi mancano tanto». 
Torniamo agli esseri umani. Le ricordo un passaggio di una sua chat con Martina. La sua ex: "Ti venero proprio, ti venero come un dio, imparo da te e ti ringrazio ogni giorno di permettermi di starti accanto…il marchio per me è un onore, non è una punizione… ma se ti fidanzi mi uccido". E lei ha replicato: "Sei solo la mia… non avanzare pretese io non ti amo… (…) A tutti devi dire: "Mi ha marchiato Alexander, lui marchia le donne come il bestiame e io sono la sua vacca…". 
«Rileggendo questi messaggi a distanza di quattro mesi dall’interruzione del rapporto sentimentale con Martina, vorrei sottolineare come gli stessi, seppur forti nella terminologia, siano solo il frutto di un gioco di coppia dietro al quale si nascondevano un profondo sentimento e una forte passione». 
Lei ha mandato alle sue amiche foto di Martina con il viso scarnificato dalla "A" di Alexander, con questa didascalia: "Ciao sono l'uomo diavolo, deve ancora nascere la ragazzina che mi prende in giro; occhio per occhio, dente per dente, non contrastare il malvagio".  
«Questo sms, al pari di tanti altri, è solo una finzione finalizzata a esaltare la mia immagine e il mio egocentrismo, tratto caratteriale che al tempo mi contraddistingueva, ma da cui ora mi sento di prendere le distanze». 
Si riteneva il diavolo? 
«Io mi sentivo un ragazzo come tanti. Quell’accostamento era solo una boutade goliardica durante una vacanza». 
È vero che Martina le organizzava feste con ragazze pronte a tutto? 
«Non l'ha mai fatto davvero. Era un suo progetto per un mio compleanno, ma poi la cosa non si è verificata». 
Tra i suoi sogni ci sarebbe stato quello di fare lo spogliarellista a 500 euro a sera… 
«Era solo una vanteria manifestata con il mio amico C. Non l’ho mai fatto e non lo desideravo. Queste dichiarazioni erano semplici burle, sciocchezze proferite nell'ambito di conversazioni scherzose tra ragazzi». 
Nelle sue chat lei parla con disprezzo delle donne thailandesi ("razza inferiore di babbuini al cospetto di un dio") e della loro disponibilità sessuale, senza fare distinzione tra minorenni e maggiorenni. Messaggi che le hanno fatto guadagnare la poco edificante etichetta di razzista e pedofilo. 
«Lo ripeto: erano solo stupidaggini, nulla di reale. È stato dimostrato in aula come io abbia avuto amicizie con persone di tutti i tipi, etnie, razze e religioni. Nessuno ha dichiarato che io fossi un violento, razzista o pedofilo. Sono solo insulse chat, nulla più». 
È vero che per rendere più brutta Martina lei avrebbe voluto che subisse delle mutilazioni, "così nessun uomo l'avrebbe più voluta"? 
«Questa cosa è del tutto inventata. Io amavo Martina e mi piaceva incredibilmente anche dal punto di vista fisico. Non avrei mai potuto dire o pensare una cosa del genere». 
Ha dichiarato di aver accettato di "concedere" alla Levato un bambino. Si è pentito di quella scelta e di averlo riconosciuto? 
«Non mi pentirò mai per la nascita di mio figlio. È la cosa più bella che abbia fatto nella mia vita. All’epoca volevo un figlio con Martina perché l'amavo. Adesso Achille, oltre a mia madre, è la mia unica ragione di vita». 
Il suo avvocato Michele Andreano ha sottolineato la sua "assoluta disistima nei confronti anche dei valori umani più elementari (ruolo della donna in primis)". Ritiene di poter essere un buon padre?  
«Quello era un capitolo precedente della mia esistenza, da cui, come detto, prendo le distanze. Sì, spero di essere un buon padre e so per certo che per il bene di mio figlio farei qualunque cosa». 
A chi sarà affidato Achille? 
«Confido che la decisione del Tribunale dei minori sia la migliore per il futuro di mio bambino, che nulla ha a che vedere con tutta questa vicenda. Qualsiasi sarà la decisione dei giudici io mi ci atterrò». 
Che sensazione le ha dato prendere in braccio il piccolino? 
«La migliore che un uomo, un padre, possa provare. Impossibile descrivere a parole la gioia infinita che abbracciare Achille mi riesce a trasmettere». 
Quando lo vede? 
«Ogni settimana, purtroppo, solamente per un'ora. La mia vita ruota tutta intorno a quei sessanta minuti da passare con Achille». 
Che futuro immagina per lui? 
«Sereno e spensierato». 
Veniamo alla parte più strettamente giudiziaria. Martina ha detto: "Alexander è stato il regista di tutte le aggressioni. Se l'ho coperto finora, è perché aveva minacciato il suicidio". 
«Come le ho già detto è Martina che ha cambiato versione e non è in alcun modo credibile. Se ero presente sulla scena del crimine il giorno dell'attacco a Barbini è solo perché temevo che fosse stata aggredita. Martina mi aveva chiesto di raggiungerla evidentemente per farmi assistere da lontano a quel maledetto lancio contro il suo ex, una "prova d'amore" che non avevo mai chiesto. A riprova della mia buona fede c'è il fatto che sia andato lì con la mia macchina e a volto scoperto. Non avevo idea di quello che stesse per succedere». 
Quali sono, secondo lei, le contraddizioni delle vittime relative al suo riconoscimento "oltre ogni ragionevole dubbio"? 
«Molteplici. Savi non è riuscito a vedere il proprio aggressore. Carparelli in più occasioni, persino davanti al suo legale, ha detto di non essere per niente sicuro sull'identità degli assalitori, ma di ricordare solo Martina». 
La sua ex fidanzata ha dichiarato che fu lei a ordinarle di evirare Antonio Margarito, "colpevole" unicamente di avere avuto "un rapporto sessuale completo" con Martina. 
«Sono i dati oggettivi a dimostrare l’esatto contrario: le celle telefoniche, le deposizioni degli operatori dell'ambulanza intervenuti quella sera presso il Quark Hotel e anche le dichiarazioni iniziali della mia ex. Presto o tardi verrà dimostrata la mia estraneità rispetto anche a quel fatto». 
L'acido è stato acquistato con la carta di credito di Magnani, il quale dice che è stato lei a comprarlo mentre era distratto… 
«Chiedo a lei come sia possibile ritenere credibile questa affermazione. Avrei preso la carta, effettuato l'ordine, ricevuto la mail di conferma dell’acquisto, il tutto mentre Magnani si alzava per andare ad aprire la porta alla mamma. In più tenga presente che il giorno in cui è stato effettuato l'ordine avevo le braccia fasciate per via di una delicata operazione alle spalle che rendeva di fatto inutilizzabili i miei arti se non per minimi movimenti. Abbiamo prodotto fotografie che certificano questo mio stato fisico. Credo che questi fatti debbano far riflettere seriamente i giudici e l'opinione pubblica». 
Il suo difensore ha sottolineato le discrepanze nelle ricostruzioni del suo complice Magnani che avrebbe goduto di una inspiegabile benevolenza da parte della Corte… 
«L'avvocato Andreano ha riportato dei fatti. Magnani è stato arrestato ben un mese dopo l’ultimo episodio contestato nonostante si fosse presentato in Procura a rendere spontanee dichiarazioni con le mani corrose dall’acido. Dopo ha ottenuto grossi benefici processuali, mentre io ho subito una condanna pesantissima, sulla base delle sue dichiarazioni. Ovviamente aveva tutto l’interesse a mistificare la realtà». 
Perché gli inquirenti avrebbero dovuto dare credito a Magnani?
«Forse perché la sua versione era la più semplice per spiegare gli accadimenti». 
Il suo difensore ha offerto una chiave di lettura político-sociologica: "L'accusa ha preferito ritenere credibile il "disagiato bancario" Magnani soggiogato dal "ricco e sadico tedesco". 
«Purtroppo i gravi danni subiti dalle parti civili richiedono un ristoro economico importante. Il dubbio che vi sia stato un accanimento nei miei confronti lo porterò sempre con me. Tuttavia confido ancora nella giustizia». 
Magnani ha dichiarato di aver paura di lei e della Levato, di sentirsi in pericolo di vita… 
«Era Magnani ad avere amicizie nell’ambito della sinistra eversiva. È stato addirittura processato per aver partecipato a scontri di piazza di matrice politica cavandosela con la prescrizione. Martina in aula ha riferito che Magnani le avrebbe addirittura proposto di usare una pistola». 
Lei politicamente da che parte sta? 
«Alle ultime elezioni ho votato Silvio Berlusconi e in Lombardia sono stato candidato con Giulio Tremonti». 
Alla fine Magnani ha preso 9 anni e 4 mesi, mentre lei ha accumulato pene per 37 anni , Martina per 26. Che cosa ne pensa? 
«A questa domanda mi sento di rispondere con una banale riflessione: uccidere una persona è un reato sanzionato con circa 24 anni di reclusione. In ogni caso più della condanna mi preoccupa sapere che tutti mi ritengano responsabile di fatti così orribili quando so di essere del tutto innocente. Adesso l’unico pensiero che ho è quello per Achille». 
Come trascorre le sue giornate in prigione? 
«Provo a concentrarmi sulla lettura e sullo studio. Appena posso pratico dello sport. E parte del tempo lo passo a rispondere alle molte lettere che ricevo in carcere». 
È credente? 
«Sì, anche se non praticante. E ultimamente prego più di prima». 
Con chi condivide la cella? 
«Un padre e un figlio italiani, persone buone. Pensi che la sera della seconda condanna, quando sono tornato stremato dalla notizia, mi hanno aspettato per cenare». 
Chi le è rimasto vicino tra gli affetti della sua vita precedente? 
«Solo mia madre». 
Per quello che le è successo e per le sue devianze suo padre e sua madre hanno delle responsabilità? 
«La causa di quanto accaduto non è dei miei genitori. La mia è stata un’infanzia normale, come quella di tanti altri ragazzi». 
Allora come si diventa Alexander Boettcher? 
«Non raccolgo la provocazione. Ritengo solo di essere un giovane che a un certo punto ha fatto un incontro sbagliato». 
Ci sono episodi della sua adolescenza che l'hanno turbata? 
«Senza dubbio la morte di mia nonna. Ma è l’esperienza del carcere che mi ha segnato indelebilmente». 
Ha mai assunto droghe? 
«No mai». 
Lei diceva di prendere steroridi, una “bomba” al giorno, grazie alle ricette in bianco di suo padre medico... 
«Mio padre non mi ha mai dato prescrizioni per acquistare steroidi, che peraltro non ho mai assunto. Ho solo preso del Gh, l'ormone della crescita». 
La rappresentazione che hanno dato di lei i media pensa che possa avere influito sul giudizio del tribunale? 
«Non posso certo escluderlo. Sono molto dispiaciuto del fatto che sia stata data un'immagine di me del tutto irreale, solo frutto delle mie abitudini sessuali che non sono in alcun modo legate al dolore infinito che altri hanno provocato a quei ragazzi». 
Certo lei ci ha messo del suo: in aula sorrideva e distribuiva baci… 
«Gli unici baci che ho mandato sono quelli a mia madre. Purtroppo i giudici non mi hanno permesso di stare accanto ai miei avvocati, come invece è stato concesso a Martina e a Magnani. Ho dovuto affrontare l'intero processo all'interno di una gabbia». 
Se qualcuno la sfigurasse con dell'acido come reagirebbe? 
«Ritengo che farei qualsiasi cosa per cercare curarmi, come credo chiunque subisca un’aggressione del genere». 
Perché l'acido? Si è parlato di atto purificatorio per i peccati della Levato...  
«Mi pongo la sua stessa domanda e le ricordo che Magnani ha ferito con l'acido Martina in occasione del lancio contro Barbini. La risposta, però, possono darla solo Martina e Andrea, il quale ha ordinato, trasportato e utilizzato il liquido corrosivo». 
Alla fine che cosa vorrebbe far sapere a quei ragazzi rimasti senza volto? 
«Mi piacerebbe esprimergli tutta la mia solidarietà come ho già fatto in altre occasioni. Sono addolorato per loro e credo che nessuno meriti di subire qualcosa di simile».

di Giacomo Amadori 
Ha collaborato Salvatore Garzillo

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Commenti all'articolo

  • kufu

    17 Maggio 2016 - 09:09

    Uno che è in carcere è raggiungibile da un giornalista per essere intervistato?

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