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L'Istituto di previdenza coi conti in rosso

L'Inps ai suoi dipendenti regala master e cure termali

L'Inps ai suoi dipendenti regala master e cure termali

«Se è per questo l' Inps con i soldi dei nostri contributi paga anche le tasse universitarie ai dipendenti della Regione Lazio che decidano di farsi un master...». Alberto Baldoni - il lettore cagliaritano che ha scritto a Libero - si riferiva alla notizia che il giornale ha messo in bell' evidenza nell' edizione di domenica. Al bando per i viaggi «quasi» regalati che l' Inps, il nostro istituto di previdenza, garantisce ai figli dei dipendenti statali, dei lavoratori delle Poste e di Roma Capitale.

«Controllare per credere», chiudeva la missiva il signor Baldoni e noi così abbiamo fatto. Scoprendo che dietro ai viaggi e ai master universitari c' era molto di più. Ci sono per esempio le cure termali, le case albergo per gli anziani, un contributo dal 15% al 35% per alcune spese sanitarie («Rientrano anche quelle per la fecondazione assistita»), i soggiorni vacanze "tutto compreso" in località marine e montane e l' ospitalità gratuita per gli studenti universitari fuori sede in appartamenti romani (il progetto si chiama «Nonno House»), i corsi di aggiornamento professionale, quelli in convitto o in collegio per i figli e molto altro.
La procedura è quasi standard. C' è l' iscrizione a un fondo che comporta costi irrisori, il bando con i requisiti da rispettare e l' attesa per l' assegnazione. Qualche esempio?

L' Inps offre ospitalità ai pensionati nella casa albergo di Monte Porzio Catone (Roma) e nella casa albergo La Pineta di Pescara. «La casa - si legge nel sito - garantisce vitto, alloggio, servizi comuni, assistenza sociale, medica, dietetica e infermieristica. Ed è a tempo indeterminato...». Il dipendente pubblico ormai in pensione parteciperà alle spese con una retta mensile, fissata secondo le fasce Isee. «La retta - si legge ancora - varia da un minimo di 550 a un massimo di 1.000 euro in camera singola». Mentre i prezzi di mercato per la stessa offerta sono pari almeno al doppio.

Nessuna invidia per il pensionato, ci mancherebbe altro, ma ci chiediamo perché questo privilegio debba essere riservato solo agli statali e non ricomprenda anche chi «fatica» per il privato e versa i suoi bravi contributi. L' Inps ci risponderebbe che quasi sempre chi partecipa al bando è iscritto a un fondo e versa dei contributi ad hoc. Certo. Ma si tratta di costi irrisori. Per aderire alla «Gestione credito», ad esempio, si paga una quota pari allo 0,35% dello stipendio lordo. Mentre per i pensionati il contributo scende allo 0,15% della pensione e per chi ha un assegno previdenziale inferiore a 600 euro lordi si azzera.
In soldoni: se sono un dipendente pubblico e guadagno 30 mila euro lordi all' anno mi basta versare meno di 10 euro al mese per poter accedere a tutti i servizi di cui sopra. E se sono un pensionato ne dovrò versare meno di cinque o addirittura zero. Un affarone.

E del resto chi non vorrebbe farsi un soggiorno climatico o termale (diciamo un paio di settimane) a prezzo di saldo?
Domanda retorica. Ma solo alcuni insegnanti (per esempio i docenti delle scuole statali dell' infanzia e primarie a tempo indeterminato) possono partecipare ai due concorsi che vengono banditi ogni anno e denominati «Soggiorni invernali» e «Soggiorni primaverili» presso le case del maestro.

Occhio, però. Se non indicate almeno una struttura di preferenza, entro i termini e le modalità comunicate dall' Inps, sarete esclusi. Ma la scelta c' è ed è pure ampia. Si può andare in Calabria nella casa di soggiorno di Lorico di Pedace (Cosenza). «La struttura - si legge nel bando - è ubicata a 1390 metri di altitudine, in uno dei luoghi più belli e più rappresentativi dell' Italia meridionale: l' Agro Silano. La casa di soggiorno è dotata di campo di calcetto e un campo da tennis, inoltre, bar, salotti, sala Tv e sala da pranzo...». O in Abruzzo, nella casa di soggiorno di Silvi Marina (Teramo). «La struttura - evidenzia il comunicato - è situata nel comune di Silvi Marina, la perla dell' Adriatico, prospiciente il lungomare. È possibile intrattenersi e socializzare in un bel giardino, attrezzato con tavoli e ombrelloni, in una cornice costituita da aiuole fiorite e da alberi ad alto fusto...».
Oppure in Trentino, a Pergine Valsugana. «La struttura di San Cristoforo al Lago è situata a 453 metri sul livello del mare... Sulle rive settentrionali del Lago di Caldonazzo. Il lago dispone di spiagge erbose pubbliche confinanti con un' area naturalistica protetta, caratterizzata da elementi botanici e faunistici di notevole interesse». E l' elenco potrebbe continuare.
Insomma, al di là della palese disparità rispetto a chi lavora nel privato, le domande che sorgono spontanee sono altre.
Com' è possibile sostenere queste spese con i contributi irrisori che abbiamo visto sopra?

Chi gestisce questi servizi visto che l' istituto lamenta da sempre una mancanza di personale? Non saranno mica i versamenti di chi non presta la sua opera nel pubblico a finanziare, indirettamente, gli atavici vantaggi degli statali? Perché è vero che l' Inps si è trovata sul groppone il peso dei conti in rosso dell' Inpdap (pubblico impiego), ma questo non giustifica il fatto che questi privilegi ancora oggi restino in vita.

di Tobia De Stefano

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Commenti all'articolo

  • TOMMA

    23 Maggio 2016 - 09:09

    Come si evince, siamo ancora al divide et impera. Solo che qyalcuno gode, e altro perdono pezzi.

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  • frankgagliardi

    22 Maggio 2016 - 08:08

    Chi ha scritto l'articolo ignora che le località citate sono di proprietà dei maestri elementari e dei direttori didattici e venivano gestite dall'ENAM e che ora l'INPS se ne è appropriata. Le abbiamo costruite con i nostri soldi che mensilmente venivano trattenuti dagli stipendi quando eravamo ancora in servizio. Ecco perchè possiamo godere ancora delle strutture e di qualche agevolazione.

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  • ettorevita

    22 Maggio 2016 - 00:12

    Boeri si dovrebbe impegnare a fare unificare tutte le regole previdenziali ed assistenziali, solo così verrebbero meno i tanti privilegi e le dispersioni di risorse. Unificate le regole, dovrebbero sparire i tanti fondi e relativi Comitati. Su questo terreno Libero potrebbe avere un ruolo decisivo.

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  • tonta58

    20 Maggio 2016 - 19:07

    purtroppo questi privileggi non sono per i pensionati statali dell' INPS, andate a vedere tra le forze dell'ordine ,la marina ,l aeronautica,l'esercito,e tanti altri.Se si togliessero i privileggi a tutte le categorie si potrebbero fare veramente che riforme

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