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L'attentato

Agguato a fucilate al presidente: Nebrodi, la mafia spara ancora

Giuseppe Antoci

Agguato nella notte tra martedì e mercoledì sulla strada statale che collega San Fratello a Cesarò, nel messinese. Un commando armato ha piazzato dei grossi massi sulla strada per costringere l’auto su cui viaggiava Giuseppe Antoci, presidente del Parco dei Nebrodi, a fermarsi. Poi ha aperto il fuoco. La portiera blindata, tuttavia, a trattenuto i colpi e gli attentatori sono stati messi in fuga dalla pattuglia di scorta su cui viaggiava il dirigente del Commissariato di Sant'Agata Militello, Daniele Manganaro.

Tre molotov inesplose sono state ritrovate a fianco dell’automobile su cui viaggiava Antoci, che è rimasto illeso così come i membri della sua scorta. Gli investigatori sono convinti che il commando volesse uccidere il presidente del Parco dei Nebrodi. Antoci da anni sta combattendo una dura battaglia contro le mafie dei pascoli che cercano di ottenere in concessione con estorsione, corruzione e minacce i terreni demaniali per accaparrarsi i fondi Ue da 500 mila euro per colture biologiche mai impiantate.

Le misure di sicurezza, a cui da tempo Antoci è sottoposto per le minacce subite in seguito ai protocolli di legalità messi in atto - assieme al presidente della regione Sicilia Rosario Crocetta - per evitare la concessione di ampie zone di pascoli alla mafia, verranno intensificate. Le indagini sull’agguato sono affidate alla polizia con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Messina. Antoci sostiene di sapere molto bene chi lo vuole morto ma che non si farà intimorire né fermerà nella sua missione per la legalità in Sicilia.

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Commenti all'articolo

  • gregio52

    18 Maggio 2016 - 21:09

    "la mafia spara ancora". Vi sbagliate, la mafia si difende da questa classe politica e da tutti i collusi.

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  • Satanasso

    18 Maggio 2016 - 17:05

    La Mafia è la Mafia...lo Stato Italiano non è un cazzo !

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