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Trova un tesoro: 285 milioni di lire. La beffa di Bankitalia: "Non si cambiano più"

Trova un tesoro: 285 milioni di lire. La beffa di Bankitalia: "Non si cambiano più"

Trova un tesoro, ma è carta straccia. Un anno fa Matilde Bresciani ha ricevuto in eredità un appartamento a Firenze. Quando decide di farci alcuni lavori di restauro, scopre una cassaforte murata dietro un quadro. Dentro titoli di Stato e 285 milioni. Di lire. Mazzette di banconote da 500 mila lire, probabilmente risalenti agli anni Novanta. La fortunata ereditiera non riesce a trattenere la gioia: stappa lo champagne e inizia a festeggiare sognando come impiegare quella fortuna lasciatagli dalla vecchia zia, morta nubile e senza figli.

Ma a guastare la festa di Matilde ci ha pensato molto presto Bankitalia: “Il cambio in euro non si può più fare”. La convertibilità tra lire ed euro si è chiusa nel 2012, si è sentita rispondere Matilde senza possibilità di appello. Ma la quasi ereditiera non si arrende e si rivolge ad Agitalia, l’associazione che si occupa di questi casi. “La giurisprudenza su questo è chiara, qualsiasi termine di prescrizione o decadenza decorre da quando il soggetto è posto in grado di far valere il proprio diritto - obietta Giovanni Rossetti di Agitalia - In questo caso i dieci anni di tempo concessi dalla legge per il cambio decorrono dal giorno del ritrovamento delle lire nella cassaforte”.

Purtroppo, Bankitalia non sembra essere dello stesso parere, e in una lettera di risposta alla signora Bresciani scrive: “La legge ha dato la possibilità ai cittadini di cambiare le lire con l’euro nei dieci anni successivi al 28 febbraio 2012 quando è cessato il corso legale della lira”. Le operazioni di conversione hanno superato i 63 miliardi e le lire ancora in circolazione ammontano a 1,2 miliardi, scrive il dorso locale di Repubblica, che riporta tutta la storia di Matilde Bresciani. La signora ha fatto sapere che tenterà di intascare il suo tesoro con un decreto ingiuntivo nei confronti di Bankitalia e del ministero delle finanze. Saranno le aule di giustizia, quindi, a decidere la sorte di quei 285 milioni (quasi 150 mila euro) e della forse ereditiera fiorentina.

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Commenti all'articolo

  • salvio53

    20 Maggio 2016 - 08:08

    stato=rapinatore seriale. per quale motivo deve esserci un termine per cambiare la lira in euro, non c'è alcuna fatica supplementare devi solo dare il corrispettivo ritirare le lire e distruggerle, non vedo perchè lo stato debba lucrare 1,2 miliardi di lire sulla pelle di gente che semmai ci ha messo una vita per conservare e per ignoranza o altro non le ha cambiate. pero che i magistrati.........

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    • scorpione2

      20 Maggio 2016 - 13:01

      salvo s.t.c, immagino del 53 quindi 63 anni, quanti milioni hai messo da parte nella tua vita lavorativa?,quando lavoravi o lavori ancora ti pagano in contanti o tramite banca?, al posto di scrivere fregnacce, perche' non ti chiedi come e' possibile avere 285 milioni per contanti e in tagli da cinquecento addirittura mazzette,perche' non ti chiedi la provenienza?.

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  • emigratoinfelix

    19 Maggio 2016 - 18:06

    a questa Signora ed a coloro che potrebbero trovarsi nella stessa condizione,do un'informazione:da oltre vet'anni vivo in Argentina e per lavoro viaggio spesso in uruguay.A montevideo,vicinissimo al famoso Victoria Radisson Hotel,c'e' una Casa de Cambio(ufficio cambi) che CAMBIA le lire in pesos uruguayani,che sono facilmente convertibili,o dollari.Spero sia utile saperlo.

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    • scorpione2

      20 Maggio 2016 - 13:01

      questo e' un'altro che scrive stronzate,devi andare a montevideo per cambiare carta straccia,cosi ti cuccano e finisci al fresco,emigrato sii felice in sud'america e vai tranquillo qua esportano gli euro e alla grande pure, visto che giri spesso. vai sulle ande al fresco e riposati.

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