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La scoperta

Sesso e minori, la Bibbia che sconvolge il web

Sesso e minori, la Bibbia che sconvolge il web

Si chiama La Bibbia 3.0 si può trovare facilmente sul web ma, nonostante il nome, di sacro non ha proprio nulla. La Bibbia 3.0 infatti, è un maxi archivio di 10.380 file, tra video e immagini, rubati da ogni anfratto della rete, da Facebook a Twitter, da Ask a WhatsApp. Materiale pedopornografico e non solo scaricabile facilmente utilizzando semplicemente Google o cercando su qualche gruppo privato di Facebook dove viene pubblicizzato. Foto e video piccanti realizzati e inviati da ragazzine pericolosamente immature, o peggio complici, pubblicate a tradimento da fidanzatini vendicativi o catturate attraverso hacker che si introducono nei computer privati.

La struttura - Nel dossier hard delle minorenni d'Italia si scoprono anche cartelle con nome, cognome e anno di nascita delle giovani vittime: "Bagasce con nome e cognome", è stata chiamata la cartella dedicata. Così si organizza e si alimenta questo strumento di umiliazione per migliaia di ragazzine. "Non sapevo fosse minorenne", "Il canile": sono solo alcuni dei nomi dati dagli autori del portale delle trasgressioni (che si autodefiniscono Gesù, e gli apostoli Pietro e Paolo) ai gruppi/stanze di ragazzine schedate e date in pasto al famelico e vasto pubblico del web.

Le origini - Tutto questo però non nasce oggi ma è il frutto di un lavoro longevo e certosino. Il portale infatti, è giunto al terzo aggiornamento: “Dopo La Bibbia 1.0 e La Bibbia 2.0, è l' opera definitiva assoluta, finale, indiscutibile, inconfutabile. Frutto del duro lavoro di Gesù Cristo e dei fedeli apostoli Pietro e Paolo, raccoglie innumerevoli contributi dal web...”. Questa l’oscena e vergognosa presentazione degli autori del piano, che proseguono: “I tre fedelissimi hanno scandagliato la Rete alla ricerca dei suoi migliori frutti, i quali sono stati accuratamente selezionati e posti nelle corrette cartelle... È d' obbligo una menzione d' onore ai centinaia e centinaia di contributi da parte degli utenti... Il frutto di questo lavoro è tutto italiano...”.

Le denunce - Dopo la denuncia di un padre di Modena, che ha visto lievitare il conto sulla postepay della figlia e ha scoperto una cartella nel suo computer con foto hard che inviava a La Bibbia, gli agenti della polizia postale sono alla caccia degli autori di questo archivio. “È difficile risalire ai gestori del gruppo, sono su cloud virtuali e non si riescono a bloccare - rivela il comandante della polizia postale modenese, Marco Ferrari -. Se accedi con facebook e Telegram i server sono negli Usa e si fa fatica ad avere contatti con loro”. Per comprendere la vastità del fenomeno, basti pensare che su La Bibbia si registrano circa 50mila contatti all' ora e se un utente entra in una di queste chat riceve un video al secondo di ragazzine disinibite che fanno sesso col compagno di classe sul bus della gita scolastica, maggiorenni felici di mostrarsi nude. Dopo il clamore scaturito, sono arrivate le prime denunce di ragazzine e genitori convinte di poter chiudere il baccanale digitale, ciononostante, gli anonimi creatori, forti della loro bravura in questa poco lusinghiera arte, hanno annunciato che stanno preparando la nuova versione: la 3.1. 

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