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La sentenza

Uranio impoverito, condannato il Ministero della Difesa per la morte di un soldato italiano

Caso uranio impoverito, condannato il Ministero della Difesa

Salvatore Vacca morì a 23 anni, per gli effetti dell’uranio impoverito. Questo è quanto deciso dalla Corte d’Appello di Roma che ha dato ragione alla battaglia della «madre coraggio» Giuseppina, condannando il ministero della Difesa per omicidio colposo. E nella sentenza, pubblicata ieri, ha messo la parola fine su ciò che è sempre stato negato. «La pericolosità delle sostanze prescinde dalla concentrazione» dell’uranio impoverito delle armi. Il ragazzo venne esposto senza «alcuna adeguata informazione sulla pericolosità e sulle precauzioni da adottare». Secondo i giudici, inoltre, «vi è compatibilità tra il caso ed i riferimenti provenienti dalla letteratura scientifica» nonché «esistenza di collegamento causale tra zona operativa ed insorgenza della malattia».

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