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L'errore

Orrore in ospedale, bimbo evirato a Belluno

Orrore in ospedale, bimbo evirato a Belluno

Un errore umano, una distrazione o forse, semplicemente un drammatico quanto irrimediabile sbaglio. Queste le motivazioni alla base della storia del piccolo Kassam che, il 24 giugno 2014 presso l’ospedale di Belluno, invece della circoncisione è stato, in parte, evirato. L’intervento chirurgico da day hospital si è infatti trasformato per lui in un vero e proprio calvario con una settimana di ricovero, la ricostruzione dell’organo ed una vita sessuale dal dubbio futuro.

La storia - Una vicenda rimasta nascosta per quasi due anni e che sale alla ribalta solo oggi perché riferita nei dettagli da un perito, Ivan Matteo Tavolini, chirurgo urologo e docente all’Università di Padova, incaricato da una compagnia assicurativa di far luce sull’accaduto. Tavolini, in maniera scrupolosa, ha raccolto tutti i documenti sulla vicenda facendo chiarezza su quanto successo: «durante l’intervento è occorsa la rarissima e drammatica complicanza della amputazione parziale del glande... si ritiene inequivocabile l’errore medico». Ecco, dunque, la ricostruzione di quanto successo. Alle 9.45 il bambino entra in sala operatoria per la circoncisione, voluta dal padre non per ragioni rituali o religiose ma terapeutiche, tecnicamente «fimosi prepuziale». «Durante l’intervento mi accorgo di aver reciso anche la parte superiore del glande - ammette il chirurgo nel verbale operatorio - pertanto chiamo la dottoressa Camuffo e il dottor Meneguolo per decidere il da farsi». Arrivato alle 10.24 in sala operatoria, Meneguolo capisce subito la gravità della situazione. «Contatto al telefono il dottor Berna (chirurgo plastico di Treviso, consulente a Belluno, ndr) che mi dice di provare il reimpianto del moncone...». Non c’è tempo da perdere, Meneguolo inforca gli occhiali, armeggia con cateteri, garze e punti di sutura. L’intervento è delicatissimo e raro. In tarda mattinata il piccolo Kassam, che sta dormendo sedato, esce dalla sala operatoria. Il giorno dopo ci ritorna alla presenza del dottor Berna, arrivato nel frattempo da Treviso. Seguiranno altre anestesie totali, medicazioni, controlli. Kassam entra ed esce dalla sala operatoria per una settimana. Fino al 2 luglio quando viene trasferito all’ospedale di Padova. «Amputazione accidentale del glande e dell’uretra durante l’intervento di circoncisione...con reinnesto”, si legge nella lettera di dimissioni. L’operazione sembra riuscita. Kassam tornerà a casa il 9 luglio. Da allora il bambino si sottopone a regolari controlli.

La vita di Kassam - Come sarà il futuro del piccolo? «Nulla si può affermare per il momento circa la sua vita sessuale in quanto ancora troppo piccolo per poter eseguire test idonei alla valutazione», dice Tavolini. Tutto rinviato, dunque, almeno per le certezze. Il bambino, aggiunge l’esperto, potrebbe avere diversi problemi: «inadeguatezza, paura della diversità, caduta dell’umore, distorsioni dell’immagine corporea, identità sessuale a rischio».

Il risarcimento - Si discute anche del fatto che il «consenso informato» all’operazione era stato firmato solo dal padre escludendo la madre. Ma si tratta di un aspetto decisamente secondario che sarebbe irrilevante se l’intervento fosse riuscito. L’avvocato della famiglia, Matteo Mion inoltre, ha già valutato il danno: «In via prudenziale non inferiore a 500 mila euro». Conta di risolvere la questione per via extragiudiziale. «Siamo di fronte a un caso di imprudenza e imperizia del chirurgo», ha concluso Tavolini, senza dimenticare che anche quel chirurgo sta vivendo il suo dramma: un attimo di distrazione, il taglio fatale, il dolore per un bambino eternamente mutilato dal suo bisturi.

 

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Commenti all'articolo

  • angelux1945

    25 Maggio 2016 - 14:02

    Ora ci diranno che Belluno si trova in Sicilia!!!!!!!!

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