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Disastro

Voragine sul Lungarno: acqua già a mezzanotte, allarme ignorato. Il video che inchioda l'amministrazione

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Attorno alle 6.14 di stamattina si è aperta una voragine di duecento metri per sette e tre metri e mezzo di profondità sul Lungarno Torrigiani, tra Ponte Vecchio e Ponte alle Grazie, in pieno centro a Firenze, inghiottendo una ventina di auto parcheggiate. Ma già dalla mezzanotte l’acqua aveva cominciato a filtrare dalle spallette che separano la carreggiata dal letto dell’Arno, dal lato di Ponte alle Grazie. Una parte del Lungarno Torrigiani è stato chiuso nella notte mentre il fiume marrone è diventato sempre più forte. Intorno all’una di notte il Lungarno Torreggiani era completamente allagato a causa di un tubo rotto come testimonia questo video girato proprio a quell’ora e diffuso dal Corriere Fiorentino.

L'allarme inascoltato - “Già stanotte c’era acqua in strada. Mio figlio è tornato verso mezzanotte e si è dovuto togliere le scarpe: l’acqua, mi ha riferito, gli arrivava sopra le caviglie. Ha chiamato i vigili ma noi non abbiamo poi visto nessunotestimonia una signora che abita in uno dei palazzi sul lungarno Torrigiani - Mio figlio già stanotte ha deciso di spostare la sua auto e ha avvisato chi conosceva e aveva l’auto parcheggiata sul lungarno”. I vigili sarebbero intervenuti e il guasto sarebbe stato riparato. All’alba però si è sentito un boato: la tubazione più grossa si è rotta provocando il crollo di un intero pezzo di Lungarno, quello che guarda il Ponte Vecchio. Li sotto Torrigiani corre la dorsale più importante dell’acquedotto, che serve la riva sinistra dell’Arno, e la sua rottura ha provocato l’erosione del terreno sotto il manto stradale aprendo la voragine che si è subito riempita d'acqua, sommergendo una ventina di auto, e lasciando quasi l’intera città senza fornitura d’acqua.

La voragine si sta allargando - Ma c’è un altro problema: la voragine si muove. Una volta che i pompieri hanno tolto tutta l’acqua dalla porzione di strada franata e allagata, la voragine si era già allargata a 250 metri. Poi, intorno alle 11 si è verificato un nuovo crollo del manto stradale dentro la voragine di una decina di metri. E altri crolli, “su piccole parti, si potrebbero ripresentare” hanno specificato i vigili del fuoco accorsi sul posto. Vigili del fuoco e genio civile non possono escludere che lo smottamento attorno alla voragine apertasi sul lungarno a Firenze possa continuare.

Disagi alla città - Nel frattempo sono stati evacuati due palazzi, i civici 25 e 27, sul Lungarno per precauzione. Il genio civile avrebbe fatto le verifiche e non avrebbe rilevato alcun danno strutturale al momento. Migliaia di case sono rimaste immediatamente senz’acqua. Poi Publiacqua ha dovuto chiudere le condutture per effettuare i lavori di riparazione e praticamente l’intera città più alcuni Comuni limitrofi sono rimasti con i rubinetti a secco. Sul Lungarno Torrigiani per precauzione è stata interrotta anche l’erogazione del gas. La procura ha aperto un fascicolo d’inchiesta.

Il sindaco - Il sindaco Dario Nardella alle 7 si è recato sul lungarno per verificare di persona la situazione. “Per la dinamica faremo una verifica approfondita nelle prossime ore e nei prossimi giorni – ha spiegato il primo cittadino al termine della riunione del Centro operativo comunale - Le squadre sono intervenute subito dopo la rilevazione a mezzanotte e mezza. La strada è stata chiusa e mai riaperta”. “Il centro Lamma ci fa sapere che prevede bel tempo fino a domenica e successivamente situazioni meteo che non dovrebbero provocare cambiamenti repentini del livello dell’Arno, questo ci permette di lavorare sulla messa in sicurezza della parete di sponda e di separazione del sito con tutti gli interventi – ha proseguito il sindaco - Tutto si può rimettere a posto, ho avuto una rassicurazione dal sottosegretario Lotti circa la attenzione da parte del Governo e del massimo impegno per consentirci di fare i lavori nel più breve tempo possibile e di riavere il Lungarno Torrigiani come lo abbiamo sempre conosciuto e allo stesso modo siamo in contatto con il Capo della protezione civile che ha garantito il proprio supporto”.

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