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È arrivato lo smartphone-etilometro: quali automobilisti sono spacciati

È arrivato lo smartphone-etilometro: quali automobilisti sono spacciati

L'ultimo gingillo in termini di sicurezza stradale? Il cosiddetto "etilometro dei cellulari", ovvero un dispositivo in grado di analizzare in tempo reale, in caso di incidente, se lo smartphone del conducente era in uso al momento dello schianto oppure no. Negli Usa si sta già testando il dispositivo, che presto potrebbe essere adottato da tutte le polizie del mondo, compresa quella italiana. La tecnologia è stata partorita dalla Cellebrite, azienda israeliana che ha aiutato l'Fbi a sbloccare l'iPhone 5c dell'attentatore di San Bernardino.

Ricostruire cosa ha fatto un cellulare poco prima di un evento quale un incidente, spiega Sergio Olivierio, responsabile del settore sicurezza di Siti a La Stampa, "può essere estremamente importante per salvare delle vite". E in Italia è la polizia municipale di Torino, tra le più avanzate nel settore, che starebbe pensando di prenderlo in dotazione. Qualche dubbio, però, resta sulla privacy: resterà tutelata? Sì, perché "l'etilometro dei bit" certifica da un punto di vista forense soltanto l'esistenza di un contatto, ma non la sua natura (telefonata? Whatsapp?) né con chi avviene il contatto. Massima privacy e massima sicurezza sulla strada.

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Commenti all'articolo

  • cecco61

    26 Maggio 2016 - 10:10

    Solita idiozia, almeno da quanto emerge leggendo l'articolo.Il cellulare infatti potrebbe essere stato sì in funzione, ma con uso dell'auricolare o connesso ad un vivavoce, dispositivi consentiti dalla Legge.Viceversa, se il software consente anche di verificare l'eventuale connessione con dispositivi permessi, chi se ne frega della presunta privacy se ciò può eliminare comportamenti anche mortali

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  • dimenticardo

    26 Maggio 2016 - 08:08

    Finalmente una cosa intelligente !

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