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Un'Italia senza più campi di zingari: la soluzione (drastica) del leghista

Un'Italia senza più campi di zingari: la soluzione (drastica) del leghista

«Regalo i miei terreni ai rom». Antonio D’Apolito, dentista con un’anima da filantropo, ha una personale ricetta per fronteggiare l'emergenza dei campi nomadi di Roma. Un’idea che ha sottoposto al suo leader di riferimento, Matteo Salvini, sempre più interessato alla Capitale. «Non è vero che siamo razzisti e xenofobi», spiega D’Apolito a Libero, «e Salvini non intende radere al suolo nessun insediamento, però è un dato di fatto che solo qui in Italia ci sono campi rom nel centro delle città, vicino alle case, e questo provoca tensioni, disordini e proteste come è avvenuto tempo fa a Tor Sapienza (a fine 2014 gli abitanti del quartiere si sono ribellati all’arrivo degli immigrati lanciando bottiglie e pietre contro il centro che ospitava gli stranieri, ndr) e in altre periferie. Io ho 2.700 metri quadrati di terra, in un posto isolato, senza case attorno, e intendo donarli ai nomadi. Vadano lì. Gratis».

L’appezzamento di terra di D’Apolito è a Monte Porzio Catone, Castelli Romani, 8.700 anime abbarbicate su una collina che domina la periferia sud est di Roma. Un luogo così tranquillo e pacifico che pensare di portare qui centinaia di rom rischia di provocare le ire degli abitanti del piccolo Comune laziale. Ma il candidato di Noi con Salvini al Campidoglio insiste: «La mia terra è isolata, l’avevo presa per fare un orto, non ci sono case nel raggio di un chilometro e meglio qui che altrove. Se poi non andasse bene Monte Porzio Catone, sono anche pronto a consigliare altre zone nella provincia di Roma dove si possono acquistare terreni a poco prezzo e mandarci i nomadi di Tor Sapienza o del campo situato a via di Salone. Sicuramente, per quanto mi riguarda», ammette, «si spende meno che per fare la campagna elettorale».

In sintesi: tutto pur di non trasformare la città in una baraccopoli. Siamo in presenza di un caso rarissimo di italiano, classe 1976, disposto a mettere mano al portafoglio, o meglio, a cedere gratis la sua proprietà per cercare di risolvere o, almeno di tamponare, il problema dei nomadi. «Sono stato all’estero, ho fatto il volontario, ho partecipato a 11 missioni umanitarie nel mondo con diverse organizzazioni, da Emergency a Medici senza Frontiere, sono abituato ad aiutare gli altri e non voglio che il mio Paese e la Capitale vivano in questo continuo stato di degrado che ci squalifica anche all’estero. Voglio provare a cambiare le cose prendendo ispirazione da ciò che ho visto in Francia, in Austria. Lì ci sono campi transitori: 30 giorni e poi via. Bisogna che queste persone, se vogliono restare, si trovino un lavoro e rispettino le nostre regole. Se trenta giorni sono pochi, si può provare con tre mesi di sperimentazione, poi si vedrà».

Il dentista D’Apolito cerca una cura per sanare la ferita dell’immigrazione selvaggia in città. «Potrei limitarmi al mio lavoro, al mio hobby che è suonare la chitarra, ai miei libri o ai ristoranti che ho aperto per i miei familiari», dice snocciolando un curriculum che spazia dall’odontoiatria ai laboratori musicali per giovani promesse, alle produzioni artistiche. «Invece ho deciso di impegnarmi ancora più attivamente per gli altri». Da qui la candidatura in consiglio comunale in sostegno di Giorgia Meloni sindaco. Originario di San Giovanni Rotondo, il paese di Padre Pio, D’Apolito vanta una famiglia di medici, tra dentisti e oculisti, che spesso hanno messo le proprie competenze al servizio degli altri. Nel 2011 è stato premiato dalla comunità bengalese a Roma per la missione umanitaria svolta in Bangladesh e insieme all’associazione “Cambio Rotta - Oltre le Frontiere”, ha costruito una scuola nelle Filippine e un ospedale da campo in Ciad.

di Brunella Bolloli

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Commenti all'articolo

  • wall

    30 Maggio 2016 - 12:12

    Si puo' vendere il terreno e con il ricavato aiutare i rom.............La zona tranquilla la lasci cosi come è,in quanto non si è soli,visto che il terreno confinerà anche con altri proprietari,che non la pensano come altri vorrebbero, prevaricare la libertà di stare in un posto tranquillo........ Continui a fare l'orto; che è meglio!!

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