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La ragazza bruciata viva a Roma

Sara poteva denunciare Vincenzo ma non lo fece per salvargli il lavoro

sara di pietrantonio vincenzo paduano

Sara Di Pietrantonio, studentessa di 22 anni, e Vincenzo Paduano, guardia giurata di 27, hanno avuto una relazione per circa due anni, cominciata nel 2014 mentre entrambi facevano gli animatori. Poi il loro è diventato un rapporto morboso, si sono lasciati almeno tre volte. Lei fa una scelta: mettere fine alla loro relazione. Lui non l’accetta, non riesce a sopportare che lei sia libera di scegliere una vita senza di lui, per cui la uccide. E lo fa in un modo orribile, atroce: la cosparge di alcol e le da fuoco, viva. Poi, come se niente fosse, torna al lavoro in un palazzo all’Eur, dove faceva il vigilante notturno. Incastrato dalle telecamere di sicurezza, cede dopo otto ore di interrogatorio e confessa la gelosia morbosa, la folle ossessione di controllo che lo ha portato a pedinare Sara. Almeno due volte. La seconda, aveva con sé una bottiglia di liquido infiammabile e un accendino.

L'omicidio - “Un po’ di tempo fa ci eravamo lasciati - ha raccontato Paduano agli inquirenti - ma io non sopportavo che fosse finita. Lei stava già con un altro”. Vincenzo considerava Sara una cosa sua e in quanto tale lei non aveva la facoltà di lasciarlo. È andato a trovare Sara a casa sua la notte dell’omicidio e hanno avuto una discussione in presenza della madre di lei. Poi Sara è uscita con un’amica e con il nuovo ragazzo, che frequentava da poco. Paduano ha aspettato Sara sotto casa del nuovo ragazzo poi l’ha intercettata sul percorso che sapeva avrebbe fatto per tornare a casa. È accusato di omicidio volontario premeditato e stalking.

Le reazioni - Ci sono due racconti su Vincenzo. Da una parte la famiglia e i vicini di casa che lo descrivono come un ragazzo gentile, dall’altra le amiche di Sara che parlano di una ragazzo geloso e ossessivo. “Conosco Vincenzo da quando è nato - racconta un'anziana vicina di Paduano - quando stamattina ho sentito la notizia in televisione ho pianto. Non riesco a spiegarmi perché l'abbia fatto e immagino soltanto il dolore che stanno provando in questo momento i genitori”. “Era un bravo ragazzo” dicono le zie di Sara che l’hanno conosciuto. “Gentile sì ma ossessivo - racconta un’amica di Sara - Alcuni mesi fa, al culmine di una lite Vincenzo ebbe uno scatto d'ira nei confronti di Sara che decise comunque di non sporgere denuncia per non creargli problemi sul lavoro”. “Era geloso – conferma un’altra ragazza - a volte si presentava a sorpresa all'uscita dalle lezioni di danza”. Vincenzo era entrambe le cose: “Era un ragazzo geloso, ma era anche gentile e premuroso – ha raccontato la mamma di Sara - Ha vissuto a casa nostra per quasi due anni: era il figlio maschio che non ho mai avuto”.

Gli inquirenti - “L’organizzazione di sicurezza della polizia sta dando i suoi frutti sulla violenza di genere a Roma – ha spiegato Maria Monteleone, procuratore aggiunto - ma invito le ragazze a confidarsi con amici e parenti quando sono vittime di condotte persecutorie. Non bisogna restare immobili quando c’è qualcuno che dice di volerti bene e invece non è così. Che questa morte non sia inutile, anche chi vede una ragazza chiedere aiuto di notte non si volti dall’altra parte, ma contatti le forze dell’ordine”. “Quello fra Sara e Vincenzo era un rapporto morboso da parte di lui che di amore non aveva più nulla. Era solo possessione – a parlare è il capo della Mobile Luigi Silipo - Sara lo aveva lasciato già tre volte in due anni di rapporto sofferto e contrastato. L’ultima volta 20 giorni fa, sembrava definitiva. Anche perché la ragazza aveva cominciato una relazione con suo amico ed ex compagno di scuola. Paduano le telefonava di continuo, voleva sapere sempre dove e con chi fosse. Domenica notte ha abbandonato il posto di lavoro per appostarsi sotto casa del nuovo ragazzo. Ha visto la coppia tornare e Sara riprendere la sua Toyota che aveva lasciato lì. Poi l’ha preceduta sul percorso per la sua abitazione, si è fatto sorpassare e in un punto isolato l’ha speronata, come dimostrano lo specchietto destro rotto e la fiancata danneggiata”.

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  • infobbdream@gmail.com

    infobbdream

    31 Maggio 2016 - 15:03

    ma chi lo ha messo a fare la guardia giurata armato lo psicologo dellì' usl, ? non ci siamo, per questo ci vuole la libertà subito, deve fare la stessa fine, il carcere non va bene.

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  • Habacuc

    31 Maggio 2016 - 13:01

    No, non ci siamo, io non riesco a credere a questa storia del "bravo ragazzo". Chi compie un delitto così abominevole e folle non può non possedere una capacità criminale e una pericolosità sociale tali che necessariamente in qualche modo devono essersi manifestate, altrimenti sembra che un demone misterioso si sia improvvisamente impossessato di questo bravo ragazzo e l'abbia spinto a fare quello che ha fatto. Purtroppo la sensazione è che superficialità, scarsa attenzione, sottovalutazione dei problemi e dei pericoli, eccesso di tolleranza e di empatia verso chi non la merita, abbiano creato i presupposti di questa tragedia. Resta ovviamente che un individuo protagonista di un simile abominio sia indegno di vivere.

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