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Quante Sare dovranno ancora morire?

"Quella scritta nella sua stanza, un presagio del suo assassinio": la mamma di Sara di Pietrantonio vuole tutta la verità

Sara Di Pietrantonio

“Io voglio la verità, Vincenzo. Racconta come è andata quell'ultima mezz'ora, minuto per minuto. Questo mi solleverebbe un po' da questo brutto macigno che mi porto dentro”. Concetta Raccuia si rivolge direttamente all'assassino di sua figlia, Vincenzo Paduano, in un’intervista con Repubblica. “Si assuma fino in fondo le sue responsabilità – continua la mamma di Sara Di Pietrantonio - Questo suo non ricordare, confondere le idee... La sua non è una confessione, lo hanno incastrato gli investigatori”.

Il presagio - Concetta non riesce a darsi pace, c’è un particolare dell’omicidio di sua figlia che l’angoscia: il fuoco. Teme di aver avuto sotto gli occhi un presagio per tutto il tempo, scritto sul muro nella stanza di Sara proprio da Vincenzo. “Sara, quest'anno, rappresentava in un saggio di ballo la regina del fuoco. E poi la sua canzone preferita è quella di Ligabue dal ritornello Ti brucerai piccola stella senza cielo - spiega Concetta - Ebbene, per il balletto Vincenzo era molto infastidito, perché Sara si sarebbe esibita con due ragazzi molto belli. Per il ritornello della canzone, invece, Sara aveva chiesto a Vincenzo di scriverglielo sul muro della camera. Lui ha una bella grafia. Io mi ero opposta, avevo appena fatto pitturare le pareti. Allora io mi chiedo se quello che le ha fatto è una sorta di sfregio. Capisce il fuoco? Proprio il fuoco, io vedo una possibile relazione”.

"Vincenzo non è psicopatico" - Concetta Raccuia dice di non odiare il killer della figlia, ma vuole e pretende tutta la verità su quella fatidica notte del 29 maggio. “Da parte di Vincenzo c'era un grande senso di inferiorità. Lei aveva una marcia in più e questo certo non facilitava la vita a uno come lui più chiuso, introverso -racconta Concetta - Vincenzo, comunque, è un ragazzo intelligentissimo. E in riferimento a quello che è accaduto a mia figlia voglio dire che non è una persona malata. Non stiamo parlando di un povero psicopatico”.

Gli episodi sospetti - Poi la mamma di Sara ricorda tre episodi della relazione della figlia con Vincenzo che l’avevano insospettita. Il primo risale all’anno scorso, quando Sara aveva deciso di lasciarlo. “Vincenzo mi aveva chiesto un aiuto per tentare di riconquistare mia figlia, voleva un consiglio. Io gli ho detto sono la mamma di Sara, non poteva chiedere a me certe cose”. Poi si erano rimessi insieme. “Lo scorso 28 aprile - continua Concetta - quando Sara non c'era si è presentato a casa con una bella pianta per me e una rosa rossa per mia figlia. Mi ha ringraziato dicendomi che la loro storia era giunta al termine. Anche il 28 maggio - poche ore prima dell’omicidio - quando è venuto a casa per parlare con Sara è andato via senza salutarmi con la testa china, bofonchiando qualcosa. Lui di solito era sempre educato, un lord”.

"Quante Sare dovranno ancora morire?" - Concetta ha perso la sua unica figlia per mano dell’ex fidanzato, ma sa di non essere sola: sono molte, troppe, le donne che vengono uccise da uomini incapaci di accettare la separazione, la loro indipendenza, la loro libertà di scelta. “Oggi (ieri, ndr) ho acceso il telegiornale e ho sentito di un uomo che ha ucciso la compagna perché la donna voleva separarsi - conclude Concetta - Sono 70 anni che c'hanno dato il voto, quando ci daranno l'opportunità di dire: io ti voglio lasciare e lasciami viva. Ci riusciremo? Quante Sare dovranno ancora morire? Il ritmo è di una donna morta ogni tre giorni. Questo mi preoccupa tanto, è una strage. È una strage di innocenti come mia figlia”.

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Commenti all'articolo

  • Habacuc

    09 Giugno 2016 - 12:12

    Probabilmente lo strazio e il dolore per l' inaccettabile fine della figlia inducono la mamma di Sara a perdere di vista la realtà delle cose... non è facile comprendere il senso di quanto sostiene : ma che diavolo c'è da chiarire in questa orribile storia? Perché dare ulteriore ascolto ed importanza a quello che va blaterando un assassino, reo confesso, che strameriterebbe la sedia elettrica, magari non perfettamente funzionante e che quanto meno andrebbe rinchiuso vita natural durante in una cella di due metri per due a pane e acqua, senza perderci altro tempo e cancellandone ogni memoria.

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