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Strage familiare

Taranto, patteggiamento per violenza sessuale prima di uccidere moglie e figlio di 4 anni

Taranto, patteggiamento per violenza sessuale prima di uccidere moglie e figlio di 4 anni

C'è un patteggiamento per violenza sessuale nel recente passato di Luigi Alfarano, 50 anni, dipendente amministrativo dell'Associazione nazionale tumori (Ant), che martedì pomeriggio ha strangolato la moglie trentenne Federica De Luca, arbitro della Fipav, nella loro casa di Taranto. Poi ha portato il figlio Andrea, di 4 anni, nella casa delle vacanze sulla statale 106, in contrada Marzilotta, e li ha ucciso il bambino sparandogli un colpo di pistola alla testa pistola con una Beretta 98 regolarmente detenuta, prima di togliersi la vita con la stessa arma. La coppia si stava separando. Alfarano ha sterminato la sua famiglia al culmine dell’ennesima lite prima di recarsi dall’avvocato con cui avevano l’ultimo appuntamento prima della separazione. Non è chiaro se l’uomo avesse premeditato la strage da tempo.

Ora è emerso un altro episodio che potrebbe aiutare a fare luce sulla vicenda. Come riferisce La Gazzetta del Mezzogiorno, Alfarano era stato denunciato da una promotrice dell'Ant di 19 anni per violenza sessuale e violenza privata aggravata. L’episodio risale al maggio 2014 quando Alfarano aveva convocato la ragazza, che era stata assunta a tempo determinato dall'Ant di Taranto, nella sua casa al mare, ma, ha denunciato la ragazza, invece di parlarle di lavoro, il cinquantenne avrebbe avuto atteggiamenti lascivi con la ragazza, cercando di baciarla e toccarla e impedendole di scendere dall'auto. La ragazza ha raccontato alle forze dell'ordine di essere riuscita a respingere l’assalitore e a fuggire in auto dalla villa. Alfarano aveva patteggiato la pena a un anno e otto mesi di reclusione (con sospensione della pena) nei mesi scorsi, ottenendo la non menzione nel casellario giudiziario, e stava per risarcire sul piano civile la vittima.

“Alfarano venne in studio anche accompagnato dalla moglie - ha ricordato l’avvocato Luca Perrone - Lui si dimostrò persona di esagerata gentilezza. Lei probabilmente era seccata e dispiaciuta della vicenda, ma molto cordiale e sorridente. Preferimmo non affrontare il dibattimento, ma ricordo che Alfarano ebbe la solidarietà da parte dei vertici bolognesi della fondazione Ant che di lui avevano grande stima. Sinceramente non so se l'episodio possa aver avuto risvolti sul rapporto coniugale, né potevo minimamente immaginare una fine così violenta”.

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