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Sindrome smartphone: come cambiano i pollici della nuova generazione

Sindrome da pollicione: come cambiano i pollici della nuova generazione

Si chiama "sindrome del pollicione" ed è il segno del nuovo millennio. Si tratta della crescita sproporzionata di un pollice, quello della mano che usiamo di più, rispetto a quello dell'altra mano. La causa? l'utilizzo frequente, anzi frequentissimo, del cellulare. La "sindrome del pollicione" caratterizza l'era degli smartphone come il "ginocchio della lavandaia" caratterizzava quella precedente l'invenzione della lavatrice. Insomma, un segno dei tempi che passano e si evolvono. Ora, grazie ai prodigi della tecnica, se il ginocchio ne giova, il pollice ne duole.

Secondo l'edizione online del quotidiano Mirror circa il cinque per cento degli inglesi ha un pollice più grande dell'altro. Ore e ore di digitazione ossessivo-compulsiva provocano una crescita del dito che utilizziamo di più. Il pollice in questione può arrivare a crescere anche del 15 per cento in più dell'altro. Una differenza che si nota anche a occhio nudo. 

I più colpiti, neanche a dirlo, sono ovviamente i giovani tra i 18 e i 35 anni, i cosiddetti Millennials. Il 13 per cento di loro soffrirebbe per l'appunto di questa "sindrome da pollicione". Ma di abbandonare o ridurre l'uso dello smartphone non se ne parla nemmeno. E allora, mentre la generazione dei Millennials rischia di essere caratterizzata da questo particolare sviluppo fisico, quella successiva potrebbe essere salvata dalla tecnologia, proprio come lo furono le nostre nonne dalla lavatrice. Lo sviluppo dei sistemi di riconoscimento vocale, infatti, potrebbe evitare alla prossima generazione di device-dipendenti di contrarre questa "malattia".

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