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La rivelazione choc

Incredibile: controlli antidoping alla Rigaudo, l'ispettore tedesco non sapeva cosa fosse il Quirinale

Elisa Rigaudo

A causare tutto questo putiferio è stato un errore dell’ispettore della Iaaf. L’uomo, di nazionalità tedesca, non sapeva cosa fosse il Quirinale. Perciò, quando si sono presentati alla residenza del Presidente della Repubblica per effettuare dei controlli a sorpresa sulla marciatrice Elisa Rigaudo, e gli emissari della federazione internazionale non stati ammessi nel palazzo ne è nato un piccolo incidente diplomatico. Gli atleti infatti devono sempre indicare il loro "whereabout" (dove si trovano) per permettere i controlli a sorpresa. Eludere i test antidoping, come i fatti di cronaca insegnano, può far incorrere in sanzioni. Ma anche pensare di effettuare i test su sangue e urine nella cerimonia di consegna della bandiera da parte del presidente della Repubblica alle due alfiere azzurre, Federica Pellegrini e Martina Caironi, non è proprio una grande idea. E infatti, come era abbastanza prevedibile, gli ispettori sono stati lasciati fuori. In realtà il fuoriprogramma non era premeditato, ma causato dall’ignoranza dell’ispettore tedesco ignaro di cosa rappresentasse il Quirinale.

Alla fine il controllo si è svolto all’appuntamento successivo per l’atleta azzurra 36enne alla Casa delle Armi. “Io do un'ora al giorno di reperibilità, oggi l'avevo data dalle 22 alle 23. E come al solito avevo comunicato i miei spostamenti, perché non ho nulla da nascondere - ha commentato Rigaudo, bronzo a Pechino nella 20 km di marcia - Hanno preferito venire a trovarmi al Quirinale per farmi un controllo a sorpresa? Per me ha fatto lo stesso, anche se il controllo abbiamo dovuto farlo al Foro Italico, al Quirinale non è stato possibile. Era un ispettore tedesco della Iaaf, mi ha fatto un controllo ematico”.

Ma l’atleta piemontese, saputo il motivo dell’inaspettata visita durante la cerimonia, non è riuscita a trattenere una battuta all’ispettore tedesco: “Scusi, è come se lei andasse dalla Merkel quando vanno in visita gli atleti tedeschi”. “Mi dispiace che una vicenda normalissima sia finita addirittura nei titoli dei tg, io non c'entro nulla con chi ha fatto altre scelte - ha poi proseguito la marciatrice - Ben vengano i controlli, io sono felice quando me li fanno, ne faccio tanti e spero che sia lo stesso per gli altri. Schwazer? Forse dobbiamo aspettare un attimo. Io le mie conclusioni le avevo tratte già quattro anni fa, io sarei per la radiazione”.

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