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Le perizie

Omicidio Loris, a processo è guerra di perizie per stabilire la forma del cervello di Veronica Panarello

Veronica Panarello

Che forma ha il cranio di Veronica Panarello? Una risposta che, in caso di condanna, vale una decina di anni in più o in meno di carcere per la donna accusata di aver ucciso il figlio di 8 anni, Loris Stival, il 29 novembre 2014 loro casa di Santa Croce Camerina, e di averne occultato poi il cadavere nel canalone di contrada Mulino Vecchio. Per stabilire le reali condizioni psichiche dell’imputata, ieri si è combattuta una guerra a colpi di perizie davanti al gup di Ragusa, Andrea Reale.

Le perizie - Secondo i professori Eugenio Aguglia e Roberto Catanesi, i periti nominati dal Gup, Veronica Panarello avrebbe una “personalità disarmonica” ma era ed è in grado di intendere e volere. “Capace di intendere” sì, riconosce la difesa, ma “non di volere” e con “sintomi psicopatologici con disturbi della personalità che incidono in maniera cospicua sul suo agire”. Al centro della contestazione c’è la risonanza magnetica funzionale eseguita sulla testa della Panarello. I professori Pietro Pietrini e Giuseppe Sartori, i consulenti nominati dall’avvocato della difesa Francesco Villardita, affermano che la donna avrebbe un “cervello che è più simile a quello dei malati di mente, rispetto alle persone cosiddette normali”, con “un ippocampo particolare” e questo emergerebbe dall’esame morfologico della risonanza magnetica a cui l’imputata è stata sottoposta a Catania. I consulenti delle parti civili nominati dall’avvocato Daniele Scrofani, per il padre di Loris, e dall’avvocato Francesco Biazzo, per il nonno del bambino, Andrea Stival, concordano con la tesi della procura: Veronica sarebbe disturbata ma era perfettamente lucida e consapevole quando il delitto si è compiuto. Tesi corroborata anche dalla psicologa Maria Costanzo, consulente del papà di Loris, che ha riscontrato come “Veronica non era genitore per suo figlio, lui era un amico” e che “un legame emotivamente distorto, probabilmente di natura psicologica” potrebbe essere il movente.

Le prove - Intanto un supplemento di perizia medico legale sulla morte di Loris aggrava la posizione di Veronica. L’arma usata per strangolare Loris sarebbe una fascetta di plastica che “lascia un segno continuo”, non compatibile con il cavo Usb che Panarello ha affermato di aver visto il suocero usare per strangolare il nipote. In più, le impronte di trascinamento per terra suggeriscono che a gettare il corpo del bambino senza vita nel canalone sia stata una persona con un’altezza compatibile con quella della madre e non del suocero, troppo alto perché i piedi Loris toccassero terra.

Il suocero - Tuttavia, il fascicolo di Andrea Stival, indagato per omicidio come atto dovuto, resta aperto dalla Procura di Ragusa. Nel frattempo continuano le indagini per accertare o meno la presunta relazione tra la Panarello e il suocero, che la donna afferma essere il movente scatenante dell’omicidio da parte del suocero. Al momento, però, non sono state trovate tracce. La prossima udienza è fissata dal Gup per il 18 luglio.

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Commenti all'articolo

  • Napolionesta

    03 Ottobre 2016 - 15:03

    sicuramente solo cacca.

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  • capitanuncino

    24 Giugno 2016 - 03:03

    Chissà i due professori che troveranno nella testa di un comunista....

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  • bettely1313

    22 Giugno 2016 - 17:05

    dal punto di vista delle indagini è più significativo il gelo tra lei e il marito. che la testa disarmonica. A quanto pare con la testa ci sta e allora andiamo avanti. Invece il gelo tra lei è il marito potrebbe indicare un punto fermo tra loro. il suocero non funziona? Sono finiti in un vicolo cieco? Io la vedo così, tant'è che aspetto una nuova versione sull'omicidio del piccolo Loris

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