Cerca

L'intervista

Ancona, Osimo, Val di Chienti: le Marche (segrete) di Carlo Magno e dei Templari

"Nei suoi sotterranei sono visibili i pavimenti a mosaico delle due chiese e alcuni resti delle mura della polis greca", ci spiega Manuela Bora, assessore della Regione Marche alla quale ci siamo rivolti per conoscere il passato, templare, della terra marchigiana. L'amministratore sta parlando di una piccola chiesa, Santa Maria della Piazza, che si erge sulle vestigia di due edifici paleocristiani...

Assessore, Santa Maria della Piazza è l'unico sito templare del territorio? 
"No, se ne contano anche altri: la chiesa di San Vittore alle Chiuse di Genga, la chiesa di Sant’Ansovino di Avacelli (Arcevia) e l'abbazia di Santa Croce dei Conti di Sassoferrato". 
Partiamo da Ancona: quali segreti cela Santa Maria della Piazza? 
"Sulla facciata è rappresentata la classica iconografia simbolica medievale dell' abbondanza e della fecondità spirituale (uva e tralci di vite, pavoni), accanto ad elementi scultorei che evocano un mistero storico. Sono raffigurate anche scene di guerra, soldati e cavalieri, assai inconsueti per un edificio sacro e riservato al culto mariano. Sul lato destro della facciata si osserva il marchio della corporazione medievale di scultori e scalpellini Les Enfants de Salomon, una gilda facente parte della congregazione terziaria edile dell'Ordine Templare". 
Struttura medievale ma radici classiche, no? 
"Già. Il tempio è stato edificato su due precedenti chiese risalenti al IV e VI secolo, delle quali sono ancora conservate alcune tracce, insieme ai più arcaici resti delle mura della polis greca". 
Quale elemento della sua architettura richiama di più all'epopea templare? 
"Tenendo conto dell' attività artistica di mastro Filippo d'Istria, si potrebbe ritenere che i Templari abbiano voluto “firmare” il sacro edificio per ribadire il forte culto che l'Ordine riservava alla Vergine Maria. Peraltro, sembra che l'Ordine Templare avesse gestito fino al 1312 la chiesa portuale di Santa Maria Stella Maris, situata ad un centinaio di metri dalla chiesa di Santa Maria della Piazza e ora non più esistente, inseguito ai bombardamenti alleati del 1943". 
Tracce che, dal capoluogo, giungono fino ad Osimo... sopra e sotto la città... 
"Osimo ha un mondo sotterraneo fatto di gallerie che collegano alcuni palazzi cittadini, tra cui Palazzo Campana, Palazzo Riccioni, Palazzo Simonetti e Palazzo Gallo, edifici senza alcun dubbio vissuti dai Cavalieri di Malta e dai Templari, che vi svolgevano le loro iniziazioni. Sono oltre ottanta le grotte che si snodano per 9000 metri, un reticolato di labirinti sulle cui pareti sono conservate incisioni di mostri mitologici e statue di divinità pagane come Mitra e Dionisio. Ai tunnel va, poi, aggiunta una decina di stretti cunicoli, probabilmente utilizzati per la fuga, la conservazione dei cibi, l’estrazione di materiali o per il passaggio dell'acqua. Scarse sono le fonti scritte e rari i documenti che contengono notizie di tali grotte, che pure costituiscono una notevole realtà storica". 
Le proponiamo un passo indietro, al tempo di Carlo Magno. Cosa ne pensa della teoria secondo la quale Aquisgrana, corte carolingia, fosse in realtà in Val di Chienti? 
"All'alto Medioevo prestiamo molta attenzione, sia con l'opera di valorizzazione della presenza longobarda nelle Marche, sia seguendo con curiosità le ricerche collegate all'ipotesi di una storia europea che coinvolga Carlo Magno e gli imperatori sassoni nel nostro territorio".

di Marco Petrelli (con la collaborazione della dott.ssa Marta Paraventi e del dott. Andrea Giordani)
@marco_petrelli

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog