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A Firenze

Controllo dei capannoni degenera in rissa, militari "sequestrati" dalla comunità cinese

Osmannoro

Un controllo di routine si è trasformato in una mezza sommossa, con tanto di militari sequestrati. Mercoledì pomeriggio a Osmannoro, area industriale nel Comune di Sesto Fiorentino da tempo ad alta densità di laboratori e piccole aziende cinesi, un controllo per verificare la sicurezza nelle ditte cinesi è presto degenerato, scatenando tafferugli con le forze dell’ordine. Quando gli sono state riscontrate delle irregolarità, tra l’altro nemmeno gravi, un imprenditore cinese avrebbe reagito spintonando gli addetti dell’Asl che stavano effettuando la verifica nella ditta con i militari dell’Arma e avrebbe usato il figlio di 10 mesi come scudo umano.

Si è scatenata una rissa, alla quale sono intervenuti via via sempre più orientali che alla fine, si sono barricati nel capannone. Un carabiniere, un poliziotto, quattro mezzi di soccorso e due gazzelle dei carabinieri sono rimasti “prigionieri” per un’ora: bloccati nel piazzale dell’immobile a causa del cancello chiuso. Verso le 20 la situazione aveva cominciato a normalizzarsi, e il cancello della ditta si era riaperto. Ma ad aspettare i militari nella piazza di fronte al capannone si erano nel frattempo radunati 300 cinesi. Le forze dell’ordine hanno risposto con una carica, mentre erano fatte oggetto di lanci di pietre, bottiglie, segnali e altri oggetti.

Polizia e Arma hanno invitato a liberare la piazza ma in pochi se ne sono andati. Mentre i feriti, nessuno gravemente, tra cui il bambino di 10 mesi e alcuni agenti, venivano trasportati in ospedale, gli orientali presenti hanno chiesto ai militari di verificare il trattamento che loro lamentano particolarmente violento durante i controlli effettuati anche nelle scorse settimane. Per cercare di riportare la calma all’Osmannoro è arrivato anche il vice console cinese a Firenze e il neo sindaco di Sesto, Lorenzo Falchi. Tra i manifestanti è comparsa anche una bandiera della Repubblica popolare cinese, facendo scattare l’applauso, oltre a vari cartelli di protesta, alcuni con la scritta “No alla violenza”.

Il parapiglia è andato avanti fino a notte fonda con ulteriori cariche di alleggerimento da parte delle forze dell’ordine. Questa mattina i carabinieri hanno arrestato per resistenza a pubblico ufficiale il titolare dell'impresa che avrebbe tentato di impedire l'ispezione e un altro connazionale, che dopo i primi disordini nel capannone, avrebbe cercato di impedire l'uscita di mezzi e ambulanze bloccando il cancello e aprendo il portellone di una delle ambulanze. Gli accertamenti della Digos, per ricostruire come si sono svolti i fatti, sono tutt'ora in corso.

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Commenti all'articolo

  • Yossi

    30 Giugno 2016 - 21:09

    Ma questo imprenditore sarà espulso dall Italia o finisce tutto a tarallucci e vino ? Vogliamo scommettere che in futuro non ci saranno più controlli ?

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  • heidiforking

    30 Giugno 2016 - 21:09

    Non capisco perché questi idioti di politici ci vogliano portare in una guerra civile ? Cosa ci guadagnano ? Ma tant'è questo è il nostro futuro!!

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  • gregio52

    30 Giugno 2016 - 19:07

    Ecco il risultato del mal governo della Toscana da parte dei signori di Sinistra. Pur di poter remare a proprio pro hanno concesso ai cinesi di tutto anche il culo ed ora che una sana parte delle istituzioni indaga sul mal costume di questi agglomerati avviene la rivolta. E' il DNA dei sinistri marcio specialmente in quelle zone dove i Renzi, I Boschi, i Nardella hanno spadroneggiato.

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    • cane sciolto

      30 Giugno 2016 - 22:10

      Condivido pienamente con gregio52, aggiungerei che i compagni di merende della Toscana sapevano da molti anni che li c'era la clandestinità, controlli di igiene inesistenti, lavoratori sfruttati che non so quante ore al giorno lavoravano, poi nonostante gli incedi di qualche capannone dove ci furono morti si venne a conoscenza di come funzionavano le cose però tutto e continuato nel tacere.

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  • filen

    filen

    30 Giugno 2016 - 14:02

    Strano che i kompagni rossi non abbiano mandato la solita delegazione dei centri drogati associali in difesa dei poveri cinesi eheh

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