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Omicidio a Fermo

Nigeriano pestato a morte: fermato l'ultrà. "Nessuna aggressione", ma l'accusa è grave

Emmanuel Chidi Namdi e Chinyery

È stato fermato con l'accusa di omicidio preterintenzionale aggravato dalla finalità razzista Amedeo Mancini, l'ultrà della Fermana ora indagato per la morte di Emmanuel Chidi Namdi, il nigeriano richiedente asilo che è stato pestato a morte lo scorso 5 luglio a Fermo, quando ha cercato di difendere sua moglie dall'aggressione di Mancini.

L'ultrà aveva aggredito, prima verbalmente parlando di "scimmie africane", poi strattonandola, la compagna di Emmanuel, di 24 anni, nel centro di Fermo. Chinyery ''sta male, è sconvolta, completamente sotto choc e inconsolabile per la perdita di Emmanuel'', riferisce chi assiste la giovane nigeriana. La donna è stata trasferita dal seminario vescovile di Fermo, dove era ospite con lui, in un'altra struttura di accoglienza. ''È seguita dai medici, e da alcune suore. Cerchiamo di farle coraggio, ma in Italia ormai è completamente sola, non ha parenti, nessuno''. A trovarla sono andati alcuni amici conosciuti nel seminario di Fermo.

"La commissione competente ha concesso alla compagna del migrante ucciso a Fermo lo status di rifugiata", ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano dopo il comitato per l'ordine e la sicurezza in Prefettura. Alfano ha ricordato che la donna aveva sostenuto l'esame per il riconoscimento dello status lo scorso maggio.

La dinamica della morte di Emmanuel Chidi Namdi, secondo l’avvocato Francesco De Minicis, difensore del presunto omicida, "è tutta da accertare". All’AGI il legale conferma che il 39enne fermano, Amedeo Mancini, è stato fermato, questa mattina, con l’accusa di omicidio preterintenzionale, ma sottolinea che "non ci possono essere conclusioni affrettate sui fatti. Su un quotidiano di oggi - aggiunge De Minicis - c’è una testimonianza che smentisce l’aggressione ai danni dell’extracomunitario come pure non mi risulta che il nigeriano sia stato colpito con un palo. L’autopsia ci potrà dire molte cose. Senza dubbio si tratta di una vicenda dolorosissima".

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Commenti all'articolo

  • giseppe

    07 Luglio 2016 - 18:06

    Date la medaglia a mancini

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  • iltrota

    07 Luglio 2016 - 17:05

    Ma se si provasse pienamente la colpevolezza del bravo italiano poco razzista, potremmo finalmente assistere a un bell ERGASTOLO senza sconti e riduzioni di pena e senza che Salvini e Giovanardi diano il peggio del peggio di se stessi?!?!?!

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  • Maddalenamaria

    07 Luglio 2016 - 16:04

    Quanti kaboto abbiamo avuto in italia e nessuno si è mai sognato di fare dimostrazione commemorazione oppure vedere il dentone Alfano avere un filo di difesa nei nostti connazionali. Il PD Renzi Alfano la stronza Boldrina e tutti i maledetti sinistroidi ci camminano li calpestano i cadaveri italiani massacrati da tutti i kaboto stranieri . Però i bastardi e la chiesa chiedono scusa a questi bastardi invasori che venuto a cambiare la sua vita da noi e dobbiamo fare spazio per dargli accoglienza mentre la nostra gente sta morendo nella miseria e nella violenza.Ma muore un africano e tutti ci dobbiamo calare le braghe con il prete che in televisione fa vedere il suo faccione e prende le difese. Dove sono gli italiani quando una rivoluzione quando le barricate quando ol nostro esercito correrà in nostra difesa quando butteremo giù questo governo.Sono convinta che se qualcuno inizierà queste crociate il seguito verrà da se.Scrisse giusto una grande italiana:Perche' noi dobbiamo rispettare loro se non rispettano noi, e perché dobbiamo accettare le loro abitudini e religioni se loro non accettano i nostri.Grande Oriana ci avevi visto giusto ma si sono divertiti a sbeffeggiarti e a deriderti perfino nella tua malattia. Io non mi vergogno di essere italiana perché i miei avi hanno lottato per questa nazione. Ma mi vergogno di coloro che ci governano e ci stanno affondando sempre di più.

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  • Habacuc

    07 Luglio 2016 - 16:04

    Una premessa : l'individuo che ha ucciso il nigeriano, per quanto mi riguarda, dovrebbe trascorrere il resto dei suoi giorni in una cella buia a pane e acqua, perché con gli assassini si deve essere inflessibili, siano essi italiani, nigeriani o indiani Navajo. Detto questo, di fronte al piagnisteo delle anime belle della sinistra che si stracciano le vesti, vorrei fare una banalissima osservazione : se io mi trovo a passeggiare per le strade di Lagos insieme a mia moglie, consapevole di essere in un paese diversissimo dal mio dal punto di vista socio-culturale, di cui so poco o niente, metto in preventivo il fatto di poter essere considerato ospite non gradito e, se provocato, non essendo Rambo, faccio finta di niente e proseguo per la mia strada, a costo di apparire pavido e poco protettivo nei confronti della mia donna...certo non sradico un paletto della segnaletica stradale e mi scaglio contro chi ha apostrofato in malo modo la mia signora. In conclusione, lo sventurato si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato e - va detto - ha fatto la cosa sbagliata.

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