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Il caso Fermo

Fermo, ecco la foto del cazzotto: lo scatto subito dopo la rissa

Fermo, ecco la foto del cazzotto:Lo scatto subito dopo la rissa / Guarda

Il suo curriculum può aiutare. Sette Daspo. Lesioni a poliziotti, calciatori, tifosi e di conseguenza una collezione di patteggiamenti. Nel 2009, era il 24 settembre, alla fine della partita aspetta i supporter della Sanbenedettese con chiavi inglesi, tubi di ferro e taglierini. Nelle informative della polizia si legge che nel 2002 aveva picchiato i giocatori del Firmigliano e nel 2007 i tifosi del Teramo.  «Un uomo di particolare aggressività e violenza» dice il procuratore di Fermo Mimmo Seccia, del soggetto arrestato per avere ucciso Emmanuel Chidi Namdi. Nigeriano, 36 anni. Colpito con un pugno sul Belvedere di Fermo per avere osato difendere la moglie dall' offesa lanciata dallo stesso aggressore: «Scimmia africana...». Così ha apostrofato la signora Amedeo Mancini, 39 anni.

L' uomo incrocia la coppia di nigeriani a passeggio su viale Vittorio Veneto, scatena la rissa, ci scappa il morto e viene fermato per omicidio preterintenzionale. Aggravato dall' odio razziale. «Un soggetto altamente pericoloso per effetto della sua natura aggressiva e violenta», aggiunge la Procura. Chiarendo che in nessun atto compare (come invece qualcuno sostiene) che il fermato insultasse gli ospiti stranieri della comunità di don Vinicio Albanesi, a Capodarco.  Violento, aggressivo, un metro e novanta di muscoli, allevatore di bestiame, ultrà e attaccabrighe dall' insulto facile. Fascista? Naziskin? Xenofobo? Certamente di destra, assicurano i compagni di curva.

Ma «non iscritto a nessun partito politico» precisa il difensore. E sempre l' avvocato Francesco De Minicis, di ritorno dal cercare di Marino del Tronto dove Mancini è stato sottoposto ad accertamenti irripetibili, tiene a dire che il suo assistito «ha un grosso ematoma sul costato e un' altra ferita a un braccio che potrebbe essere un morso o una sprangata; oltre a varie lesioni in altre parti del corpo». Del resto sulla dinamica esistono due scuole di pensiero.  Ovviamente opposte. Versione di Chinyeri, 26 anni, moglie del nigeriano morto: «Quell' uomo» dice «mi ha offeso, mi ha afferrato per i vestiti e preso per il collo. Mio marito è intervenuto per difendermi e lui lo ha colpito alla testa facendolo cadere».

Racconto di due testimoni: «Il nero sferrava colpi di karate, mentre la donna colpiva il bianco a scarpate urlando "Chi scimmia... chi scimmia?"». A un certo punto, aggiungono, «Emmanuel si è girato e ha preso un cartello stradale e lo ha scaraventato addosso a Mancini spiengendolo a terra. Qualche istante. Il bianco si rialza e tira un pugno sotto la mandibola del nigeriano». Un colpo solo, montante dal basso. Devastante.  Per l' accusa è omicidio preterintenzionale. Amedeo Mancini voleva sì fare molto male, ma non intendeva volontariamente uccidere. Il fatto, secondo i pm, è stato commesso per motivi futili e con finalità discriminatorie e di odio razziale. Questo il movente. Da qui l' aggravante. 

«Sono distrutto, non volevo ucciderlo. Lui ha colpito per primo», dice il fermato. Le polemiche infuocano: l' Italia è razzista, quel che è accaduto ne è la prova. Il premier Renzi commenta: «Bisogna combattere la cultura dell' odio razziale e del disprezzo».
Il segretario della Lega, Matteo Salvini, corregge: «Sull' aggravante razziale mi metto a ridere, perché se uno uccide, uccide. Uno che offende è un idiota, cretino. Resta da capire chi ha colpito per primo».  Al di là dei dubbi sulla dinamica, su chi ha colpito per primo o chi ne ha date di più, resta da interrogarsi sul movente dell' odio razziale. L' Italia è razzista? Una cosa è la battuta imprudente da parte di un delinquente che non si fa in tempo a correggere. Altro è l' intolleranza militante, invisibile e violenta nei fatti. In mezzo ai due estremi, molti italiani, hanno cambiato idea e si riconoscono nel ritratto: «Non sono razzista, ma...». Motivo? Forse la paura e il senso di insicurezza ci disturbano. Colpa dei numeri epocali dell' esodo, della pressione migratoria tanto massiccia e senza sosta se, per dirla con i sociologi, assistiamo a una reazione sociale che risveglia la xenofobia.

Inevitabile. Il nostro governo con le sue prefetture si muove senza un progetto condiviso ed efficace nella gestione dei migranti. E senza un letto, un pasto, un asilo e un futuro per gli stranieri, a breve potremo aspettarci che in contrapposizione ai cortei xenofobi, manifestino i richiedenti asilo che non hanno più nulla da perdere. Hai voglia le 25 mila firme raccolte ieri per dare la cittadinanza alla vedova del nigeriano ucciso. E la presidente della Camera, Laura Boldrini, domenica ai funerali. 

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Commenti all'articolo

  • giacomolovecch1

    09 Luglio 2016 - 14:02

    ...il nero che ha ucciso i due pensionati italiani....era anche lui razzista ? ...quando si commette un delitto...non è questione di razza...ma di delinquenti veri e propri ... Boldrini la tua presenza è utile solo per dire cazzate !

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  • buonavolonta

    09 Luglio 2016 - 13:01

    colpi di Karate questa è nuova piano piano escono ....

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  • orione1950

    orione1950

    09 Luglio 2016 - 13:01

    Il fratello ha detto che é un comunista e si continua a dire che é di estrema destra. Si parla di razzismo e non di pregiudizi su persone che si compiono atti criminali come questo; e, se uno é violento, sicuramente é un fascista per la stampa radical chic

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  • rossini1904

    09 Luglio 2016 - 11:11

    Ma quale massacrato. Si è trattato di un semplice cazzotto. Il nigeriano è caduto e ha battuto la testa sul marciapiede fratturandosi il cranio. Di liti del genere se ne verificano 100 al giorno. E la Boldrini non perde l'occasione per andare ai funerali. Ma quanti politici andarono ai funerali dei tre passanti massacrati a colpi di piccone dal negro Kabobo? Nessuno.

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