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Tragedia tra Andria e Corato

Frontale tra treni, strage in Puglia: undici morti, si teme un'ecatombe

Scontro tra treni in Puglia, ci sono morti e feriti

Almeno venti persone sono morte e trentacinque sono rimaste ferite, di cui 18 in modo grave in un incidente ferroviario avvenuto sulla rete Bari-Nord, che collega Barletta al capoluogo pugliese. Due convogli della Ferrotramviaria si sono scontrati frontalmente alle 11,30 tra Corato e Andria. Sul posto i carabinieri e i vigili del Fuoco. La situazione sin dal principio è apparsa molto grave, soprattutto per l'alta velocità alla quale viaggiavano i due convogli, e peggiora di minuto in minuto. L'ipotesi, terribile, più accreditata è quella di un errore umano. Lo scontro è avvenuto su un binario unico, in aperta campagna. Dopo l'impatto, segnalano i soccorritori, tra i sopravvissuti si sono registrate scene di panico. Drammatico il commento del sindaco di Corato, Massimo Mazzilli, arrivato sul posto dopo lo schianto: "È un disastro come se fosse caduto un aereo. I soccorsi e la protezione civile è tutta sul posto, purtroppo ci sono molte vittime", ha scritto su Facebook.

I primi soccorsi
Il video su LiberoTv

I soccorritori sono riusciti ad estrarre dalle lamiere di uno dei treni coinvolti un bambino di pochi anni: il piccolo era ancora in vita ed è stato portato via con l'elicottero. Il comandante dei vigili urbani di Andria, Riccardo Zingaro, ha affermato con le mani nei capelli: "Ci sono molti morti". Dunque ha aggiunto ciò che era già emerso: "C'è stato uno scontro frontale su un unico binario, alcune carrozze sono completamente accartocciate e i soccorritori stanno estraendo dalle lamiere le persone". Le foto scattate dall'alto dai vigili del fuoco dell'Alta Murgia permettono di comprendere la violenza dell'impatto: treni sbriciolati, pezzi di lamiera ovunque. I due covogli erano di quattro vagoni ciascuno. Secondo quanto si apprende, numerose persone sono ancora incastrate sulle lamiere.

I convogli polverizzati
Guarda la foto-choc

Il premier Matteo Renzi, che era appena arrivato al museo della Scienza e della tecnica di Milano, ha salutato velocemente i presenti, esprimendo il proprio cordoglio per le famiglie delle vittime, e ha deciso di tornare subito a Roma per chiarire quanto accaduto: "Non ci fermeremo finché non avremo trovato i responsabili", ha affermato. Il ministro dei trasporti Graziano Delrio ha chiamato la società Rfi per chiedergli di mettersi a disposizione e dare tutto il supporto alle società coinvolte (che non sono del gruppo Fs) e alle indagini.

Per l'emergenza si è mosso anche il personale del Reparto volo, insieme alla polizia giudiziaria e alla Polfer. Sono intervenuti anche i rappresentanti del ministero delle Infrastrutture e trasporti, che controlla le Ferrovie in concessione. Fra le ipotesi al vaglio degli inquirenti, c'è ovviamente quella dell'errore umano dal momento che uno dei due treni avrebbe dovuto attendere il via libera in stazione aspettando quindi il passaggio dell'altro convoglio. 

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Commenti all'articolo

  • marco53

    12 Luglio 2016 - 13:01

    Una cosa è certa: si vuole risparmiare su tutto, lucrando su ogni cosa, con complicità della politica, da sempre collusa con la malavita. Magari chi doveva controllare si era fatto timbrare il cartellino da qualche altro delinquente con la scatola sulla testa! L'Italia catto-comunista è al capolinea!

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