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Il direttore...corrosivo

"Allora se tolleriamo anche lei...". Vittorio Feltri, il colpo di grazia alla Kyenge

Cécile Kyenge e Vittorio Feltri

L’ex ministra Cécile Kyenge ce l’ha con Libero per motivi incomprensibili. Dopo aver annunciato di volersi costituire parte civile contro l’ultrà che con un pugno ha ucciso un africano, fattaccio di cui abbiamo ampiamente riferito, si è scagliata contro il nostro giornale, accusandolo di fomentare il razzismo. Motivo? In un titolo abbiamo scritto che se l’“Italia è razzista, la Kyenge è cinese”. La quale evidentemente non ha capito nulla delle nostre parole, che invece avevano un significato niente affatto offensivo nei suoi confronti. Il nostro vituperato Paese avendo cooptato una nera nel governo, cioè lei, ha dimostrato di non avere pregiudizi basati sul colore della pelle. Ma la signora non ha valutato il particolare illuminante e ci ha accusati di xenofobia con argomenti confusi in cui neanche lei è riuscita a districarsi. Non importa. Ciò che conta è che ora ella comprenda di aver preso un granchio e si rassegni a tacere, anche in considerazione della circostanza che l’esecutivo di Renzi è in procinto di richiamarla in Consiglio dei ministri, una ulteriore prova che l’Italia è tollerante con tutti, perfino con lei che non lo meriterebbe dato che straparla di razzismo senza cognizione di causa.

Di già che siamo in vena di replicare a chi ci critica a capocchia, desideriamo rispondere anche a Roberta Bruzzone, criminologa avvenente ma priva di freni, che ieri durante il programma domenicale (su Rai1), condotto dall’ottimo Massimo Giletti, si è lasciata andare a una sgradevole osservazione sulla mia trascurabile persona a proposito del giallo Bossetti-Yara, conclusosi con la condanna all’ergastolo del muratore.

Giletti aveva riproposto un mio intervento a Porta a Porta (Vespa) in cui sostenevo la mancanza di prove contro l’imputato, eccetto il DNA che però non è un dogma bensì un esame scientifico eseguito da umani, per definizione non infallibili. Poichè viceversa la signora si ritiene infallibile, come Dio (ammesso che Dio ci sia), ha affermato con sicumera che, avendo studiato (naturalmente da Dio) le carte processuali, lei non fornisce una opinione sul delitto, ma rivela la verità. È una ragazza modesta, come si evince dalle sue dichiarazioni. E allora, modestia per modestia, le dico che io me ne guardo dall’esaminare le carte quasi che fossero la Bibbia, ma mi attengo ai fatti. E i fatti sono quelli che racconto io, non quelli che lei ripete a pappagallo, essendo stata sedotta e abbacinata dalle scartoffie delle toghe su cui spesso si basano clamorosi errori giudiziari. Dei quali spero che Bruzzone abbia avuto talvolta notizia.

di Vittorio Feltri

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Commenti all'articolo

  • patrenius

    17 Luglio 2016 - 07:07

    Mi sorge un dubbio! visto come sono evoluti Cina, India, Pakistan e gli altri paesi sfruttati dal colonialismo e visto come è ridotta l'Africa e come usano i petrodollari i paesi arabi, mi domando: siamo proprio sicuri che il razzismo sia sbagliato?

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  • giacomolovecch1

    13 Luglio 2016 - 13:01

    Letta un genio che ha proposto un Ministero inutile,,,,,quindi Ceciliona si è adeguata !

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  • routier

    13 Luglio 2016 - 12:12

    Feltri: fin troppo educato! Ci sarebbe materia per essere ben più espliciti.

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    • healbissola2

      14 Luglio 2016 - 13:01

      Kyenge chi è ge ge è un tipico motto napoletano si evince che è di origine campana

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  • nordest

    13 Luglio 2016 - 12:12

    Vittorio lascia perdere sta cialtrona odia gli italiani e vuole imporre l'Islam : non merita il tuo tempo.

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