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Canone Rai, occhio alle offerte. Quel trucco dietro gli sconti

Canone Rai, occhio alle offerte. Quel trucco dietro gli sconti

Canone Rai in bolletta: più dubbi che certezze. L'aspetto più preoccupante riguarda la mancanza delle istruzioni su come ottenere un rimborso nel caso tutt'altro che improbabile in cui il pagamento del canone venisse imposto anche a chi ha diritto all'esenzione. Nonostante le bollette elettriche con l'addebito della prima rata da 70 euro stiano cominciando ad arrivare nelle case delle famiglie italiane, almeno a Milano e Brescia dove A2A ha «recepito gli addebiti in alcune decine di migliaia di bollette di energia elettrica emesse dopo il 4 luglio», spiegano dalla società partecipata dai Comuni di Milano e Brescia, al momento non c' è ancora traccia dell' apposito provvedimento dell' Agenzia delle Entrate che dovrebbe definire nel dettaglio come svolgere l' operazione.

IL VUOTO LEGISLATIVO «Il decreto che istituisce il canone Rai in bolletta rimanda a dei criteri che si sarebbero dovuti stabilire prima di ogni altra, cosa ma che ancora non sono stati definiti», spiega Mauro Antonelli responsabile dell' Unione nazionale consumatori. «A oggi non si sa ancora come potremo contestare il canone o alla luce di cosa poterlo contestare, come effettuare un pagamento parziale nel caso in cui si sia chiesta l' esenzione oltre il termine del 16 maggio, come riavere i propri soldi e con quali tempistiche: siamo ancora in attesa che l' Agenzia delle Entrate lo chiarisca».

Non solo. Neanche il modulo per la richiesta di rimborso è ancora stato definito. Tanto che lo stesso «dovrà essere approvato con un apposito decreto entro il 3 agosto», spiegano dal Codacons. Un dettaglio che rischia di costare parecchio. Soprattutto con la pausa estiva di mezzo. La "procedura d' emergenza" suggerita dalle associazioni dei consumatori è infatti di quelle capaci di scoraggiare anche i più tenaci: prima un reclamo al proprio gestore elettrico e poi, nel caso in cui questo accerti l' errore, la richiesta di rimborso presentata con apposito modulo (quello non ancora approvato, Ndr) all' Agenzia delle Entrate.

Quanto poi questa impiegherà a gestire le varie richieste al momento non è dato saperlo. Nè è chiaro con quali alternative all' accredito in bolletta potrà avvenire il rimborso. Di certo, visti i tempi tradizionalmente impiegati da Stato ed Enti locali per gestire eventuali rimborsi, c' è poco da stare sereni. Tanto più se si considera che a fronte delle 944 mila famiglie italiane senza televisione in casa, censite dall' Istat, le domande di esenzione presentate all' Agenzia dell' Entrate entro il termine del 16 maggio sono state "solamente" 817 mila, e che molti utenti senza tv si ritroveranno quindi addebitato il canone. 

Ma gli aspetti a cui prestare attenzione sono molti di più. A partire dalle tante offerte da parte di gestori che promettono di "rimborsare" il canone ai nuovi clienti o a quelli vecchi che adottano particolari piani tariffari.

LE OFFERTE BEFFA Se la formula più diffusa prevede un bonus di 100 euro erogato in bolletta in 10 rate mensili da 10 euro, le proposte fatte da una cinquantina di gestori grandi e piccoli in tutta Italia sono declinate in tanti modi e talvolta «possono anche celare svantaggi per gli utenti, come tariffe più elevate sui consumi o balzelli e aggravi di spesa di vario tipo», denuncia il presidente del Codacons, Carlo Rienzi.

Le brutte sorprese possono nascondersi soprattutto nella quota fissa della spesa per il trasporto e la gestione del contatore e in quella per gli oneri di sistema. Basta infatti alzare questi costi per far lievitare la bolletta anche in caso di bassi consumi. Da guardare con grande attenzione anche i costi al kw, sui quali possono gravare spese che non si riferiscono al puro acquisto di energia elettrica, ma ai costi di gestione dei flussi in rete e a componenti di perequazione.

Voci di spesa che, a seconda delle fasce orarie e dei volumi di consumo, possono generare costi anche superiori al valore dello sconto applicato in bolletta, peraltro una tantum. «Siamo favorevoli alla concorrenza tra operatori a suon di promozioni, ma prima di accettare qualsiasi offerta è necessario verificare con la massima attenzione le condizioni contrattuali», sottolinea Rienzi, «in particolare l' elenco dei costi applicati dal gestore, per evitare che i soldi risparmiati sul canone finiscano nelle tasche delle aziende elettriche attraverso altre voci di spesa».

D' altra parte, con la riscossione attraverso la bolletta elettrica del canone Rai i gestori si sono ritrovati a dover gestire un notevole aggravio di lavoro e costi. Enel, il primo operatore elettrico a livello nazionale, ha addirittura dovuto creare una sorta di task force per rispondere alle richieste di informazioni da parte dei clienti, attivando «un ramo dedicato al canone Rai e adeguando il numero dei consulenti nei call center», dove il personale ha ricevuto una formazione ad hoc per rispondere a tutte le richieste.

Ma la pressione è stata forte un po' per tutti. Ed è destinata a diventarlo ancora di più con l' arrivo delle bollette appesantite dalla prima tranche di 70 euro. Non sorprende, quindi, che nelle scorse settimane le società elettriche si siano rivolte all' Autorità per l' energia elettrica attraverso le proprie associazioni di categoria, denunciando l' impatto negativo avuto dalla riscossione del canone sui propri call center e manifestando preoccupazione per i costi gestionali e operativi derivanti da questa novità.

I PROBLEMI - I problemi hanno riguardato anche altri aspetti. Anche se i gestori nicchiano, «l' impressione è che in questa prima fase ci sia stata qualche difficoltà nella gestione dell' enorme mole di dati che l' Agenzia delle Entrate ha inviato all' Acquirente Unico e che questo, a sua volta, ha girato alle società elettriche», azzarda Antonelli.

Se alcuni gestori sono già perfettamente operativi con l' emissione delle bollette comprensive del canone, altri arriveranno a regime più lentamente, con gli utenti che vedranno la voce di spesa aggiuntiva solamente ad agosto o, addirittura, a settembre.
L' augurio è che per allora anche tutte le altre ambiguità che gravano sulle famiglie italiane siano state risolte. «C' è molta preoccupazione per ciò che potrà accadere in caso di errore», spiega infatti il responsabile dell' Unione nazionale consumatori.

di Dino Bondavalli

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