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Il Viminale

Allarme terrorismo, l'Italia si prepara al grande attentato

Allarme terrorismo, l'Italia si prepara al grande attentato

Controlli rafforzati alle frontiere con la Francia e impiego di nuove unità speciali. E poi precise indicazioni a prefetti e questori al fine di «valutare» l' adozione di «ulteriori iniziative» a tutela di situazioni e obiettivi a rischio. Dal Viminale, dove ieri si è riunito il Comitato di analisi strategica antiterrorismo presieduto del ministro dell' Interno, Angelino Alfano, il segnale che arriva è chiaro: stiamo lavorando per garantire la sicurezza.

E la novità sono i super gruppi speciali. Giubbotto antiproiettile a prova di kalashnikov, bodycam, sistema a puntamento laser, arma lunga Hk. A bordo di mezzi completamente blindati si muovono in 20 città (Roma, Milano, Torino, ma anche centri più piccoli come Lecce e Venezia) le squadre speciali antiterrorismo, pronte ad intervenire immediatamente in caso di emergenze: sono le Unità operative di primo intervento (Uopi) della polizia di Stato e le aliquote di primo intervento (Api) e le Squadre operative di soccorso (Sos) dei Carabinieri. Dopo la strage di Nizza, i team degli specialisti sono in allerta. Si tratta, ha spiegato il capo della Polizia, Franco Gabrielli, «di un ulteriore potenziamento del livello di sicurezza per rispondere in modo più adeguato ad una minaccia diffusa ed indiscriminata». «Sono cellule operative particolarmente addestrate in unità da 12-24 uomini, sono addestrate dalle forze speciali e hanno un equipaggiamento tale da poter intervenire in pochissimi minuti dappertutto», ha spiegato il comandante generale dei Carabinieri, Tullio Del Sette. 

Intanto «il livello di allerta nel nostro Paese», spiega Alfano, «resta quello che precede un attacco in corso, e grazie al cielo non si deve innalzare».

La vigilanza e il presidio sono «altissimi», dice Alfano, «subito dopo l' attacco «abbiamo monitorato la situazione nelle carceri, luoghi a rischio di radicalizzazione, senza cogliere segnali di condivisione e sostegno a quanto successo», mentre va avanti la «costante attività di monitoraggio del web» e di tutti i centri considerati a rischio. Ma non ci sono solo le carceri, i centri di accoglienza e le moschee nel mirino del sistema di sicurezza. Per quanto riguarda gli aeroporti il titolare del Viminale ha spiegato che per 17 scali c' è «un piano ben preciso di impiego delle forze armate», abbiamo una vigilanza che si giova dell' uso di oltre 7 mila uomini».

di Enrico Paoli

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Commenti all'articolo

  • ketaon_01

    20 Luglio 2016 - 09:09

    Chiudere le frontiere e rimpatriare tutta questa gente. Fuori dalla palle altro che solidarietà. Devono meritarsela. Certo che con gente come Alfano Boldrini e Renzi non si va da nessuna parte.

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  • burago426

    19 Luglio 2016 - 21:09

    io odio quelle persone che ad ogni commento contro la destra, ci mette la parola populista, o razzista, o xenofobo, tanto per fare schic, come di regola non manca mai, il sale l'aceto e l'olio sulla tavola di un ristorante, anche se poi non li usi.

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  • momolibero

    18 Luglio 2016 - 10:10

    PREVENZIONE, PREVENZIONE, PREVENZIONE !!!!!! Inutile averne tante squadre ultra specializzate nella lotta al terrorismo: queste intervengono SEMPRE e SOLO ad fatti già accaduti. BOMBE GIA' FATTE ESPLODERE o a KAMIKAZE CHE SI SONO GIA' FATTI SALTARE IN ARIA in mezzo a tanta gente innocente.......

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  • mab

    16 Luglio 2016 - 18:06

    Se attentato ci sara', prego possano pagarne le conseguenze tutti i porci che hanno consentito l'invasione.

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