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La tragedia

Strage ferroviaria in Puglia, la lettera a Mario Giordano: le domande senza risposta

Mario Giordano

Caro Giordano, una volta c' erano il binario unico e le tanto vituperate Fs. Oggi il binario è sempre unico, ma ci sono le ferrovie locali, regionali, metropolitane, del nord, del sud, del sud-ovest, la circumvesuviana, la circumetnea, la Napoli-Portici, la Roccasecca-Roccavaldina, insomma anziché raddoppiare il binario è stata quadruplicata la burocrazia: persino i traghetti Messina-Villa San Giovanni non si sa più a quale società fanno capo.
Allora, o il trasporto è gestito dallo Stato, oppure, se tutto deve essere privatizzato allo spasmo, non paghiamo più tasse. Raddoppiare il binario non è uno spreco, anzi è ciò che garantisce il diritto alla mobilità con il massimo livello di sicurezza possibile (che l' unico binario sia sicuro è una sciocchezza). Il vero spreco è pagare 90.000 euro al mese a buffoni e parassiti che discettano su diritti acquisiti. Il privato investe dove guadagna e quindi sono stati spesi miliardi per ridurre di mezz' ora il tempo di percorrenza tra Roma e Milano. Il compito dello Stato non è gestire per guadagnare, ma gestire per assicurare servizi con le tasse pagate dai cittadini. La privatizzazione o il passaggio alle regioni hanno peggiorato le cose.

Angelo Catalano - via mail

Caro Catalano, lei ha ragione. Ci sono alcune cose che non tornano in questa vicenda. Provo a riassumere. 1) Se il binario unico è sicuro, come tutti si sono affrettati a dire, perché il ministro Delrio in Parlamento dopo l' incidente ha assicurato investimenti massicci per il raddoppio? 2) Perché in Italia esistono oltre 600 km di ferrovia che oltre ad avere il binario unico hanno sistemi di controllo antidiluviani basati su telefono e fonografo? 3) Perché, pur essendoci a disposizione 180 milioni, stanziati dall' Ue nel 2007 per l' ammodernamento di quella tratta, non sono stati spesi? 4) Quali sono le «difficoltà di carattere autorizzativo» che secondo la Regione hanno reso impossibili i lavori? 5) Perché il 17 maggio 2016 la Regione Puglia ha prorogato d' ufficio, fino al 2021, la concessione alla Ferrotramviaria Spa, che gestisce una linea dove non sono stati fatti i lavori necessari? 6) E perché nel prorogare a Ferrotramviaria Spa la concessione le vengono anche attribuiti 43 milioni e mezzo di euro? Che cos' è? Un premio per non aver speso i soldi dell' Ue? 7) È vero che c' erano altri 20 milioni di euro a disposizione sempre per l' ammodernamento di quella tratta? 8) Le Regioni amministrano i servizi nell' interesse di chi? Dei cittadini o delle loro clientele? Dei pendolari o dei foraggiatori delle campagne elettorali?

Mario Giordano

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Commenti all'articolo

  • nazario49

    20 Luglio 2016 - 11:11

    Con rispetto, Giordano non coglie un punto essenziale: I fondi UE si prendono solo se si cofinanzia il progetto. Se 180 milioni li mette l'UE altrettanti li deve mettere la Regione Puglia. La Regione, evidentemente non li aveva, ma, se li aveva, doveva tener conto del patto di stabilità, ed è stata costretta a non spenderli. È esempio eclatante del perché i fondi non si spendono.

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  • Garrotato

    20 Luglio 2016 - 11:11

    Caro Giordano, Delrio ha detto quel che ha detto solo perché doveva pur dire qualcosa, mica poteva fare scena muta... L'incidente sul binario unico è successo perché non si sono rispettate le prassi corrette, le quali, anche se "antidiluviane" e non "foolproof", se rispettate garantiscono la sicurezza. Il resto sono solo chiacchiere.

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  • isi1950

    20 Luglio 2016 - 09:09

    Ecco due che scrivono solo perche ne hanno la possibilità. Tutte le ferrovie menzionate dal questo signor Cataldo non sono mai appartenute alle Ferrovie dello stato. Quindi ha solo scritto cose inesatte che sono state poi avvallate da un personaggio che da anni scrive solo ed esclusivamente perché uno stipendio - e che stipendio.

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  • Oscar1954

    20 Luglio 2016 - 08:08

    I soldi non spese in sicurezza, sono finiti nelle tasche dei politici mafiosi e corrotti e del loro entourage. Cosa del resto normalissima in questa Italia.

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