Cerca

Il delitto di Avetrana

A distanza di un anno...omicidio Scazzi, il dettaglio inquietante: il mistero di Sabrina e Cosima

Caso Sarah Scazzi, il difensore delle Misseri all'attacco dei magistrati. "Ecco che cosa hanno fatto alle mie assistite, loro sono innocenti"

La tragica vicenda di Sarah Scazzi non si è ancora chiusa, e tra ricorsi e ritrattazioni potrebbero esserci nuovi colpi di scena. Per ora, in carcere sono finite Sabrina Misseri, cugina della ragazzina di Avetrana, e la madre Cosima, condannate a fine luglio 2015. Ma quello che manca - a distanza di un anno - sono le motivazioni della sentenza, che, mano al codice, dovrebbero essere depositate dal Tribunale entro novanta giorni.

"E' passato un anno e non abbiamo ancora notizia delle motivazioni della sentenza di appello, siamo di fronte a una grave lesione dei diritti della difesa" dice a La Stampa Franco Coppi, celebre avvocato e difensore delle sue Misseri. "Dopo cinquant’anni di professione ne ho viste di tutti i colori, ma non mi era mai capitato di dover aspettare 11 mesi la motivazione di primo grado e
adesso avere passato l’anno senza conoscere le motivazioni del secondo grado". Coppi rivolge un appello al Ministro della Giustizia Andrea Orlando perché valuti il caso, sostenendo che sia un'ingiustizia che due donne incensurate stiano in carcere quando sono accusate di un delitto che la stessa sentenza di primo grado definisce "d’impeto" e dunque pare improbabile una sua reiterazione.

Ma non solo. Coppi si scaglia anche contro il comportamento dei magistrati, sottoposti a una pressione mediatica pesantissima: "I giudici popolari vengono estratti a sorte e bisogna ragionare sul fatto che prima di entrare in Assise sono stati sottoposti al bombardamento dei processi mediatici dove ci sono addirittura magistrati che dicono la loro e ipotizzano ipotesi di colpevolezza e di innocenza. E questo è gravissimo".

In attesa che le motivazioni della sentenza vengano depositate, Coppi continua a logorarsi per un processo durissimo e rimane convinto dell'innocenza delle sue assistite, puntando il dito contro il reo-confesso, poi scagionato, Michele Misseri, zio della povera Sarah.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • marotta2

    29 Luglio 2016 - 12:12

    Nessuno stupore , il nostro paese è il paese che non c'è

    Report

    Rispondi

blog