Cerca

Gli arresti

I due jihadisti italiani. Ecco come imparano a fare una strage

I due jihadisti italiani. Ecco come imparano a fare una strage

La paura che la Normandia (con il prete sgozzato in chiesa) non sia poi così lontana inizia ad affacciarsi anche nelle procure. Un mese fa il tribunale di Pisa ha scarcerato un «pericoloso» 26enne marocchino che aveva istigato alla jihad su Facebook e il pm si è appellato al tribunale del Riesame. Il pubblico ministero Angela Pietroiusti, senza mezzi termini, all' udienza di ieri ha spiegato: «Se non volete vedere la sua foto sul giornale per qualche attentato, tenetelo in carcere, è pericoloso», riferendosi ovviamente ai recenti attacchi terroristici e, in particolare, a quello messo a segno da un 19enne che era in libertà vigilata contro il parere della Procura antiterrorismo e che appena 4 giorni fa è andato a Rouen a uccidere un prete pur avendo il braccialetto elettronico alla caviglia. Da decenni il marocchino Jalal El Hanaoui abita a Ponsacco, in provincia di Pisa, e qualche tempo fa è stato arrestato per istigazione alla Jihad attraverso Facebook. Secondo il pm, El Hanaoui, che inneggiava sul Social network alla guerra santa, deve restare in carcere anche perché in cella «è stata trovata una grattugia limata a mo' di arma».

Intanto a Genova è stato convalidato il fermo di due fratelli finiti in un' inchiesta per terrorismo della procura distrettuale: uno dei due è accusato anche di associazione con finalità di terrorismo. Il sospetto è che Abdelfettah Mezouari, marocchino di 27 anni, nella sua casa di Ceriale (Savona), si stesse auto-addestrando per un attentato cercando materiale su internet su come costruire cinture esplosive e video di propaganda estremista. Sul cellulare, gli agenti hanno trovato la foto di un uomo che indossa una cintura da cui escono alcuni cavi elettrici. Si vede solo l' addome: forse è lui che chiede consiglio a un esperto o un esperto che manda indicazioni per la fabbricazione dell' arma. Sul profilo Facebook, invece, ci sono due video «interessanti», secondo gli investigatori. Nel primo si vede uno jihadista che parla in arabo e poi incendia tre fantocci in giacca e cravatta, nel secondo c' è un aereo (che rappresenta il ramadan) sorvolare Torre Eiffel, Colosseo, Piramidi.

Il pugno di ferro viene adottato anche dal tribunale di Brescia, che ha deciso di mettere sotto sorveglianza per tre anni Sara Pilè, la 25enne bresciana accusata di addestramento con finalità di terrorismo e che, secondo la Digos, stava organizzando la propria partenza per la Siria, per raggiungere il marito tunisino, di 30 anni, espulso dall' Italia proprio perché «pericoloso».

Roberta Catania

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • lupoclauss

    04 Agosto 2016 - 09:09

    Mandateli dal faccione di cavallo in vaticano. Lui ama e difende i colleghi musulmani specie se terroristi,

    Report

    Rispondi

  • milibe

    30 Luglio 2016 - 13:01

    nessuno si preoccupi con alfano siamo tutti tranquilli............o no

    Report

    Rispondi

blog