Cerca

La relazione dei Dis

Val di Susa, i 156 grillini eletti
vanno alla manifestazione dei NoTav
I Servizi: "Allarme insurrezione"

I parlamentari a Cinque stelle rispondono in massa alla chiamata di mobilitazione nazionale contro l'Alta Velocità

Val di Susa, i 156 grillini eletti
vanno alla manifestazione dei NoTav 
I Servizi: "Allarme insurrezione"

 

Tutti e 156 parlamentari del Movimento Cinque Stelle il 23 marzo prossimo si ritroveranno in Val di Susa. Ma non per festeggiare il risultato elettorale laddove le percentuali dei consensi hanno raggiunto numeri bulgari. I grillini eletti si metteranno in viaggio da tutta Italia per rispondere alla chiamata nazionale dei NoTav che vogliono chiudere una volta per tutte la questione sull'Alta velocità in Val di Susa e impedire la realizzazione della contestata linea Torino-Lione. I grillini saranno in prima fila per "ribadire, che tutti noi, dal primo all’ultimo siamo contro questa inutile e costosa grande opera", hanno tuonato i capolista del M5S in Camera e Senato in Piemonte, Laura Castelli e Marco Scibona

Insomma non hanno perso tempo a dimostrare chi sono. E la cosa fa paura. Anche perché secondo il rapporto dei Servizi Segreti reso noto oggi viene individuato proprio in Val di Susa, tra i NoTav, il focolaio che potrebbe incendiare il Paese. "Dinamiche violente - si legge nella Relazione dei Dis - hanno continuato a caratterizzare la mobilitazione contro l’Alta Velocità in Val di Susa, assurta negli ambienti antagonisti a modello esemplare di lotta: la protesta, già connotata in chiave ambientalista e antigovernativa, ha assunto una specifica valenza nell’ottica antirepressiva, a seguito dei numerosi arresti di attivisti no Tav". "Un ruolo trainante", secondo gli 007, rivestono "le frange anarco-insurrezionaliste, principali protagoniste delle azioni radicali nella Valle, determinate ad alimentare la protesta contro la Tav superandone i limiti localistici per diffondere il 'conflitto' nei territori". In considerazione delle caratteristiche proprie dell'area, tradizionalmente non omogenea e aperta all'adozione di strategie di lotta diversificate, i Servizi ritengono che "la minaccia rimanga potenzialmente estesa e multiforme, suscettibile di tradursi in una gamma di interventi''. Eventualità, segnala l'intlligence, ''che può comprendere sia attentati 'spettacolari' potenzialmente lesivi come quelli tradizionalmente messi in atto dai gruppi FAI (Federazione Anarchica Informale), sia iniziative di non elevato spessore ad opera di altre sigle eventualmente emergenti, non dotate delle medesime capacità tecnico-operative, come anche attacchi non rivendicati, in linea con la visione classica dell'anarco-insurrezionalismo che individua nel compimento stesso del gesto e nella scelta dell'obiettivo la 'riconoscibilita'' della matrice''. 

Ulteriori fermenti di lotta, rilevano i Servizi, si registrano contro la linea Verona-Brennero, in Trentino Alto Adige, e la tratta Genova-Milano, nell’ambito del progetto denominato Terzo Valico per la linea Genova-Rotterdam. Ciò a testimonianza di una contaminazione dello schema contestativo anche in relazione ad altri interventi infrastrutturali che interessano il Paese. Si è confermato il ricorso ad azioni continue ma di 'bassa intensita”, secondo una prassi (cosiddetta 'strategia di logoramento') ritenuta cautelativa per gli antagonisti ma fortemente onerosa per l’azione di contrasto".  Tutte battaglie che i grillini sposano in toto. Scibona, che vive a Bussoleno, in valle di Susa, non invita alla mobilitazione "in massa" per tutte le manifestazioni contro le grande opere: il 16 marzo a Messina "per chiudere definitivamente la questione del ponte sullo Stretto", il 23 alla marcia Bussoleno-Susa contro la Torino-Lione, il 30 a Niscemi per fermare il Muos (il sistema di comunicazioni satellitari gestito dalla Difesa degli Usa). Ma non solo. Il neo senatore 'grillino' si scalgia contro le indagini giudiziarie che hanno riguardato il movimento No Tav: "Non vogliamo opporci alla magistratura che è libera ed indipendente - premette - ma sottolineeremo comunque determinate situazioni che si dovessero verificare. In passato abbiamo assistito a mobilitazioni di uomini e mezzi per questioni futili mentre in altri casi non si è mosso un dito, non si fatte neppure le indagini".

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • sommesso49

    28 Febbraio 2013 - 14:02

    Ritengo che si tratti della strategia della tensione mirata a giustificare l'inciucio fra PD e PDL. Ovviamente "per il bene del popolo italiano", dicono loro. Siamo di fronte a logiche vecchie ma sempre attuali.

    Report

    Rispondi

  • enry

    28 Febbraio 2013 - 13:01

    Lei deve aver visto troppi film di fantascienza, o stà sognando di essere un MEMBRO dei corpi speciali, altrimenti non si spiega un commento cosi ridicolo

    Report

    Rispondi

  • IK4DGG

    28 Febbraio 2013 - 11:11

    I nostri Servizi Segreti sono chiamati "barbe finte" da chi ha lavorato vicino a loro, non con loro e nemmeno per loro, ma soltanto vicino a tal punto da conoscerli molto meglio del semplice "sentito dire". Ebbene diffidate da ciò che partoriscono. Ne hanno combinato di tutti i colori, dalla Somalia nel 1992 all'Ethiopia negli anni successivi.

    Report

    Rispondi

  • enricoti

    28 Febbraio 2013 - 10:10

    Forse è meglio che si preparino Forze Armate Esercito Polizia x far ordine e slargo a Mediobanca/Bocconi Sedi del Governo anzi senza forse ...forse è meglio che si preparino ad intervenire le Forze Armate: Esercito, Marina Militare, Aeronautica, Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale, Polizia...che tengano pulito ed in ordine il territorio italiano e il popolo italiano ed anche quello non italiano, e che si possa così fare spazio e slargo a Mediobanca e alla Bocconi, le due vere per quanto defilate Sedi del Governo della ex repubblica italiana...anzi, senza forse. Un cordiale saluto. Enrico Tartagni. Ravenna 28 febbraio 2013

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog